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Kabul, ancora un no dei talebani alle scuole femminili: donne in piazza

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Di Euronews
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Protesta delle donne a Kabul
Protesta delle donne a Kabul   -   Diritti d'autore  AHMAD SAHEL ARMAN/AFP or licensors

Le donne possono andare a scuola, anzi no. 

Al dietrofront dei talebani sull'istruzione paritaria, a poche ore dal rientro in classe, studentesse e attiviste hanno risposto con una mobilitazione davanti al ministero dell'Educazione a Kabul.

"I talebani dovrebbero riaprire le scuole per le ragazze, perché le donne rappresentano metà della società afghana e i talebani non possono eliminare la metà della società che può lavorare fiano a fianco con gli uomini per il bene dell'Afganistan", dice una manifestante, brandendo il cartello con cui rivendica il diritto allo studio.

Ancora ritardi per le scuole femminili

Il ministero aveva annunciato la riapertura delle scuole femminili il 23 marzo scorso, dopo 8 mesi di restrizioni, almeno in 28 province su 34.
La marcia indietro, che ha portato all'esclusione delle ragazze dagli 11 anni in su, è stata motivata con la necessità di mettere a punto un piano conforme alla sharia, la legge islamica, e alla cultura afghana. 

Malala: "Un giorno devastante"

La premio Nobel per la Pace 2014, Malala Yousafzai, ha definito "un giorno devastante" quello in cui il regime talebano impedisce alle studentesse di tornare a scuola. 

Nel tweet di Malala, pubblicato nel giorno in cui alle ragazze è stato impedito di entrare in classe: "Avevo una speranza per oggi: che le ragazze afghane che vanno a scuola  non sarebbero state rimandate a casa. Ma i talebani non hanno mantenuto la loro promessa. Continueranno a trovare scuse per impedire alle ragazze di imparare - perché hanno paura delle donne istruite ed emancipate". 

Il diritto paritetico allo studio condizione per gli aiuti e il riconoscimento

Nazioni Unite, Unesco, Stati Uniti e Unione Europea hanno chiesto ai fondamentalisti di revocare immediatamente la loro decisione.
La comunità internazionale ha fatto del diritto paritetico all’educazione uno dei punti imprescindibili dei negoziati con la Repubblica islamica dell'Afghanistan per l'erogazione degli aiuti e per il riconoscimento politico del regime talebano.