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Covid, in Slovenia si cerca di bloccare il virus con il nastro isolante

Covid, in Slovenia si cerca di bloccare il virus con il nastro isolante
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Di Johannes Pleschbergerredazione italiana
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Covid, in Slovenia si cerca di bloccare il virus con il nastro isolante. La primaria di Terapie intensive di un ospedale di Maribor descrive la carenza di mezzi con cui il Paese affronta l'emergenza e nonostante tutto quasi la metà degli sloveni non vuole vaccinarsi

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I reparti di terapia intensiva sloveni registrano ancora un preoccupante tutto esaurito.

All'ospedale universitario di Maribor, il personale medico e paramedico lavora senza protezioni adeguate. Quasi tutti i reparti sono stati trasformati in reparti covid.

La terribile situazione delle terapie intensive

Alenka Strdin Košir, primario di Terapia intensiva all'ospedale UKC Mariborspiega ai microfoni di euronews: "Il livello di allarme resta alto, la situazione non è affatto normale per gli standard della terapia intensiva. Tutte le normali porte che portano nelle camere vengono sigillate con del nastro adesivo in modo che il virus rimanga all'interno. Come vedete improvvisiamo e queste camere non erano state pensate per la terapia intensiva".

In Slovenia è dimezzato il numero dei contagi ma non quello dei pazienti ricoverati in terapia intensiva e solo il 56% della popolazione ha la doppia dose di vaccino, restano ancora troppi gli scettici verso il vaccino.

Alenka Strdin Košir però precisa che basta poco, o forse troppo, perché anche gli scettici cambino idea: "Una volta che i pazienti varcano la soglia della terapia intensiva capiscono che il virus è cosa reale, hanno difficoltà respiratorie e quindi hanno veramente paura. Gli stessi familiari cambiano idea una volta che il proprio caro è in ospedale".

Le misure per bloccare la corsa del virus

In Slovenia, devi presentare l'esito di un test negativo al covid per andare al bar e in ristorante, misure che, neppure a dirlo, stanno strette a molti.

 "È una disuguaglianza che non mi piace, non è giusto che i vaccinati possano muoversi liberamente e i non vaccinati debbano sottoporsi a test".

Per il direttore dell'Associazione regionale dei medici la carenza di personale medico e gli stipendi bassi sono alla base di un mix esplosivo che darà i suoi effetti a breve:

Jernej Završnik precisa che: "Molti tra i nostri medici lasciano il Paese per andare in Austria, Germania, Svizzera ma anche in Scandinavia".

Solo la settimana scorsa circa un centinaio di medici hanno fatto domanda per lavorare all'estero e in Slovenia ogni settimana vengono assunti in media quattro medici.  E di fronte a questa situazione il governo sa che la riorganizzazione della medicina territoriale non è più procrastinabile.

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