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Burkina Faso, il dramma dei bambini soldato. Un'emergenza senza fine

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Di Debora Gandini
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Burkina Faso, il dramma dei bambini soldato. Un'emergenza senza fine
Diritti d'autore  AP Photo
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Svegliati da colpi di arma da fuoco nel cuore della notte, i residenti della città di Solhan sono rimasti scioccati. Tra artefici degli attacchi nelle zone della regione del Sahel in Burkina Faso ora si sono anche ragazzini. Li chiamano i bambini-soldato. Hanno tra i 12 e i 14 anni. Secondo le Nazioni Unite e molte ONG internazionali vengono sfruttati per massacrare centinaia di civili. Un dramma nell’emergenza.

Secondo l’agenzia di stampa AP il numero numero di bambini reclutati dai gruppi armati in Burkina Faso è aumentato di almeno cinque volte quest'anno, rispetto a quanto documentato l'anno scorso.

Maimouna Ba, Direttrice dell’ONG Women for the Dignity of the Sahel racconta che nella regione si vedono bambini che hanno fame, che non hanno accesso all'istruzione. “Sono bambini arrabbiati perché non capiscono cosa è successo ai loro genitori uccisi senza spiegazioni, senza alcuna forma di giustizia. Anche l'esercito commette abusi di fronte a loro e queste azioni contribuiscono a traumatizzarli per tutta la vita. Questi bimbi sono molto vulnerabili e questo è davvero il momento di agire."

Violenze, mancanza di istruzione, e assenza delle istituzioni

Con l'aumento delle violenze nel Paese africano, aumenta anche il reclutamento di bambini soldato da parte di combattenti legati prima all’ISIS e poi a gruppi di estremisti islamici. Il poverissimo Paese dell'Africa occidentale, a partire dal 2018, ha registrato un forte aumento di violenze contro civili e soldati.

"Come genitori abbiamo davvero paura. I bambini sono più vulnerabili ecco perché cadono nelle mani dei jihadisti, fa notare un padre di famiglia. Non sono abbastanza consapevoli di decidere che scelte fare. Io sono preoccupato per mio figlio, mio fratello o per qualsiasi altro parente."

Nell’attacco terroristico del 4 giugno in Burkina Faso tra gli assalitori c’erano soprattutto bambini soldato. Hanno messo a ferro a fuoco un villaggio. Nell’attentato, il peggiore dal 2015, sono stati uccisi più di 130 civili. Secondo l’Unicef l’ondata di attacchi ha portato alla chiusura di oltre 2mila scuole, circa una su dieci, limitando l’accesso all’istruzione ad oltre 300mila bambini.

Risorse addizionali per questo articolo • Associated Press