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Burkina Faso, i golpisti cercano il dialogo per evitare le sanzioni internazionali

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Di Eloisa Covelli  Agenzie:  Ap
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Un sostenitore dei golpisti tiene in mano la foto del tenente colonnello Paul Henri Sandaogo Damiba
Un sostenitore dei golpisti tiene in mano la foto del tenente colonnello Paul Henri Sandaogo Damiba   -   Diritti d'autore  Sophie Garcia/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.

Promette sicurezza, unità e ritorno all'ordine costituzionale il capo della giunta militare che ha preso il potere in Burkina Faso. A tre giorni dal colpo di Stato, il tenente colonnello **Paul-Henri Sandaogo Damiba **compare in tv con un messaggio distensivo, trasmesso dal palazzo presidenziale:

Chiedo alla comunità internazionale di accompagnare il nostro paese in modo da uscire il più rapidamente possibile da questa crisi per riprendere il cammino verso lo sviluppo. Ho iniziato le consultazioni con alcuni componenti della nazione, incluse le personalità del precedente regime, per tracciare le linee che ci porteranno a delle decisioni consensuali e inclusive per rifondare e restaurare una pace duratura

Sa bene che il suo Paese ora rischia di essere espulso dalla Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (Ecowas), come già è successo a Guinea e Mali dopo il colpo di Stato. Si attende a breve la riunione con le misure decise dall'Ecowas, che potrebbero includere delle sanzioni personali ai golpisti. Già all'indomani del colpo di Stato, la Comunità aveva rilasciato una nota di condanna, accusando i militari di aver costretto Kaboré a dimettersi "con le minacce, l'indimidazione e sotto pressione".

Il paese dal 2015 subisce attacchi jihadisti, attribuiti a gruppi vicini ad Al Quaida e all'Isis, che hanno causato oltre un milione e mezzo di sfollati. Per i golpisti, il presidente destituito Roch Marc Christian Kaboré - che si trova in stato di arresto in una località segreta - è stato incapace di sconfiggere il terrorismo.

I primi passi di Damiba

Il tenente colonnello Damiba, 41 anni, è il leader del Movimento patriottico per la salvaguardia e la restaurazione (Mpsr), che ha preso il potere lunedì scorso in Burkina Faso. Mercoledì ha incontrato i ministri del governo di Kaboré, che - come il parlamento - sono stati destituiti. È stata sospesa anche la Costituzione, ma nel messaggio televisivo Damiba ha promesso di riportare l'ordine costituzionale in un tempo ragionevole, dopo aver ascoltato tutti, "donne e uomini". La giunta militare ha cercato negli ultimi giorni di ottenere il supporto delle comunità religiose, delle forze dell'ordine e dei sindacati. 

Clement Sawadogo, vicepresidente del partito di Kaboré, ha detto che la giunta militare dovrà fare del suo meglio per evitare le sanzioni internazionali. Ha fatto appello a una "soluzione saggia, che prevenga una crisi socio-economica".

L'arresto di Kaboré

Kaboré, 64 anni, era stato eletto nel 2015 dopo una rivolta popolare che ha estromesso l'uomo forte Blaise Compaore. È stato rieletto nel 2020, ma l'anno successivo il malcontento nei suoi confronti è cresciuto a causa degli attacchi jihadisti. Dal golpe si trova in stato di arresto, nonostante abbia firmato le dimissioni. La comunità internazionale, capeggiata dall'Onu, chiede con forza il suo rilascio.