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Il popolo LGBT sfida Victor Orbán. A Budapest attesa per il Gay Pride

Ungheria: legge anti-LGBT
Ungheria: legge anti-LGBT Diritti d'autore Diritti d'autore Laszlo Balogh/AP
Diritti d'autore Diritti d'autore Laszlo Balogh/AP
Di Debora GandiniOlivia Harangozó
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Decine di migliaia di persone attese a Budapest per il Gay Pride di questo sabato. Una sfida al regine e alla legge anti-LGBT del premier Orbán

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Il popolo LGBT ungherese sfida il premier Viktor Orbán al suono di amore e solidarietà. A Budapest sono attese decine di migliaia di persone per il Gay Pride di questo sabato. Grandi assenti i parlamentari di Fidesz, Unione Civica Ungherese, il partito del premier ungherese.

Il governo da parte sua non intende aprire un dialogo con la comunità LGBT fa sapere il portavoce di Orbán. Nessun ripensamento, nessun passo indietro sulla legge, considerata anche dall’Unione europea discriminatoria, che vieta qualsiasi rappresentazione di persone omosessuali in materiali destinati ai bambini.

Un atteggiamento che sta preoccupando Bruxelles ma che sembra non scalfire il primo ministro ungherese. Anzi il premier Orbán, dopo i moniti della Commissione europea, ha annunciato che il suo governo terrà un referendum nazionale sulla "protezione dell'infanzia”. Il pugno duro del premier sta mettendo in allarme non solo le istituzioni di molti paesi europei ma anche le associazioni di attivisti per i diritti civili specie dopo l’aumento di casi di aggressioni omofobe in Ungheria.

Secondo Tamás Dombos, coordinatore del presso l’Associazione Háttér Society sempre più persone hanno fatto sapere di essere state derise e prese in giro per strada, sul lavoro, o di aver subito violenze fisiche. “Molta gente che probabilmente era già omofobica o transfobica ora si sentono autorizzate ad agire in modo violento.”

La parata del Gay Pride di Budapest attraverserà tutto il centro della città, che sarà transennato e chiuso al traffico, con deviazioni per i mezzi pubblici. Mentre da un lato sfileranno i colori dell’arcobaleno a pochi metri si terrà una contromanifestazione in difesa di quello che i conservatori definiscono la normalità e in difesa dei bambini.

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