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L'Europa porta in piazza la questione Lgbti +. Botte e arresti in Turchia

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Di euronews
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L'Europa porta in piazza la questione Lgbti +. Botte e arresti in Turchia
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L'arcobaleno e la luna crescente. Centinaia di militanti lgbti + hanno sfidato a Istanbul le forze di sicurezza di Erdogan.

È la diciannovesima edizione della Gay pride nella città sul Bosforo vietata dalla prefettura stambuliota per: "proteggere la quiete, la salute, la sicurezza, la morale pubbliche E prevenire atti di terrorismo".

Ci sono stati scontri a Piazza Taksim (luogo simbolo del liberalismo turco contemporaneo) con una ventina di arresti.

Secondo le Ong per i diritti gay le forze dell'ordine non avrebbero esitato a sparare proiettili di gomma.

Fuori dall'armadio e via le mascherine anche a Parigi, dove è più facile sfidare il bacchetonismo sessuale che la paura del covid. Ormai, la metà degli adulti dell'Esagono hanno hanno ricevuto almeno la prima dose. Quanto basta. E poi c'è sempre chi sta peggio:

"non vorrei essere al posto degli lgbt che vivono in Ungheria. Non è facile come in francia, siamo fortunati qui. È triste quello che succedde da quelle parti" dice un giovane francese alla sua prima manifesdtazione dell'orgoglio omosessuale.

Anche Berlino celebra la libertà di genere con migliaia di partecipanti felici delle critiche pronunciate da Angela Merkel contro l'omoscetticismo attribuito all'Uefa per non aver voluto nessuna forma di propaganda gay negli statdi del campiona europeo di calcio.

I manifestanti berlinesi hanno anche apprezzato le posizioni delle istituzioni europee contro la legge ungherese contro la libertà di espressione gay.

"È importante che la discussione sull'Uefa abbia raggiunto anche altri livelli, come quallo politico, così come il fatto che Angela Merkel abbia attaccato la normativa magiara dicendo che è inaccettabile".

Migliaia in piazza anche a Roma per la prima Gay pride dopo il covid. Tema centrale dell'evento: la questione della normativa Zan anti-omofobia che ha acceso le polveri della disfida secolare tra laicità e papalini.