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Grecia: cannoni sonori e un muro di acciaio contro i migranti. Preoccupazione dalla Ue

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Di Debora Gandini
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Migranti al confine tra Grecia e Turchia
Migranti al confine tra Grecia e Turchia   -   Diritti d'autore  euronews

La Grecia sta usando dei cannoni sonori per dissuadere i migranti dall’attraversare il suo confine terrestre con la Turchia. Ogni sera al tramonto nelle zone a nord-est del fiumeEvros,) le guardie iniziano in barca il loro giro di ricognizione. E poi telecamere, radar e una recinzione in acciaio per scovare gli immigrati irregolari e controllare i flussi nella regione, ci racconta Dimosthenis Kamargios agente della polizia greca: “Stiamo costruendo una nuova recinzione metallica mentre quella esistente verrà rinforzata nell'area di Kastanies. Nella regione meridionale di Evros) la barriera si estenderà fino a 40 km con un’altezza di cinque metri".

L’impiego di questi dispositivi è stato duramente contestato dalla Unione europea, definendoli uno strano modo di difesa dei confini. Ma il governo di Atene non intende fare passi indietro. “Non si tratta di cannoni, fa notare l’agente di polizia. Sono dispositivi che producono il suono di una sirena ad alta intensità con l'obiettivo di impedire l'ingresso illegale dei migranti nel territorio dell’Unione europea". i Di fatto producono un rumore a circa 160 decibel, un rumore comunque assordante visto che un aereo in fase di decollo emette un frastuono pari a 120 decibel.

La preoccupazione dell'UE

«Non è qualcosa che è stato finanziato dalla Commissione europea. E spero che sia in linea con i diritti fondamentali, ovviamente questo deve essere chiarito» ha detto la rappresentante della Ue Johansson. «La nostra posizione è quella di utilizzare la tecnologia in modo da non violare il diritto internazionale» per proteggere i confini della Grecia, ha replicato il Ministro per l’immigrazione di Atene Notis Mitarachi

Il flusso migratorio dalla Turchia verso la Grecia nel corso del 2020 si è attenuato: si è passati dai 75.000 ingressi del 2019 ai 15.000 dell’anno successivo. A febbraio 2021, secondo i dati di Frontex, erano stati invece circa 700 gli attraversamenti illegali lungo il confine terrestre lungo il fiume Evros, con un calo dell’80%.