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Messico: Morena, il partito del Presidente, perde la maggioranza assoluta alla Camera

Messico: Morena, il partito del Presidente, perde la maggioranza assoluta alla Camera
Diritti d'autore Fernando Llano/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Debora Gandini
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Alle elezioni, secondo gli exit poll, Morena perde maggioranza assoluta alla Camera. Il centrosinistra arriva al 47%, il centrodestra al 44%

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Un risultato che potrebbe cambiare lo scenario politico in Messico. Secondo le prime proiezioni dell'Istituto nazionale elettorale (Ine), il partito del presidente Andre's Manuel Lopez Obrador avrebbe perso la maggioranza assoluta alla Camera dei deputati,

Il Movimento di rigenerazione nazionale (Morena) avrebbe ottenuto un numero di seggi compreso in una finestra tra 190 e 203, su un totale di 500. Seconda forza con una percentuale compresa tra il 18,5 e il 19 per cento, si conferma il Partito di azione nazionale (Pan), cui andrebbero tra i 106 e i 117 seggi. L'affluenza alle elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati si aggirerebbe tra il 51,7 e il 52,5 per cento.

A loro volta, alle tre principali forze di opposizione andrebbe il 44% dei voti, distribuiti nel 21% per il Partito Rivoluzionario Istituzionale (PRI), 20% per Azione Nacional (PAN) e il 3% del Partito della Rivoluzione Partito Democratico (PRD).

Per Obrador calo di popolarità

Il Messico ha votato anche per quindici dei trentadue governatori, per trenta dei trentadue consigli statali e per migliaia e migliaia di sindaci. Per il Paese questo voto rappresenta anche una sorta di referendum sulla popolarità del Presidente Obrador assestatasi al 57% dal picco del 63.

Il Messico viaggia a un tasso di crescita del 3%, meno di quello promesso dal capo dello Stato. A gravare sulla situazione la pandemia da Covid che ha creato un’altissima percentuale di morti e non ha fermato gli omicidi, trecentomila in quindici anni. Tra contrabbando, traffico di droga, immigrazione clandestina, la campagna elettorale è stata dominata da numerosi episodi di violenza con candidati locali minacciati o uccisi da gruppi di narcotrafficanti o da criminali comuni. 

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