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Repressione in Myanmar. Ma i manifestanti non si fermano

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Di Euronews
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Repressione in Myanmar. Ma i manifestanti non si fermano
Diritti d'autore  AFP
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Protestano inThailandia i cittadini della diaspora del Myanmar contro il colpo di Stato del primo febbraio che ha defenestrato Aung San Suu Kyi. Al suo arresto è seguita la repressione di ogni protesta.

I manifestanti hanno promesso grande affluenza nelle manifestazioni di domenica mentre il regime ha preso di mira funzionari del partito politico di Aung San Suu Kyi.

Mercoledì è stato il giorno peggiore. Secondo le Nazioni Unite i golpisti hanno sparato alla testa ai manifestanti, 38 in totale i morti in una sola giornata. 54 dall'inizio del colpo di stato, ma potrebbero essere anche di più.

1700 gli arresti, tra cui molti funzionari del partito di Aung San Suu Kyi.

In segno di protesta sono stati proclamati 2 giorni di sciopero generale, ma la tv pubblica ha minacciato il licenziamento immediato dei dipendenti pubblici che vi aderiranno.

Alcuni protestano, altri fuggono. Decine di birmani hanno già attraversato il confine con l'India.