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Cosa è successo al Portogallo, passato da modello nella lotta al Covid alla lista nera del turismo

Il presidente del consiglio italiano, Conte, e il primo ministro portoghese Antonio Costa durante il loro incontro dello scorso 7 luglio
Il presidente del consiglio italiano, Conte, e il primo ministro portoghese Antonio Costa durante il loro incontro dello scorso 7 luglio   -   Diritti d'autore  Armando Franca/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Quando la Spagna ha raggiunto il picco di contagi Covid-19 a metà aprile, il tasso di mortalità era di 385 per milione di abitanti. Dall'altra parte del confine, in Portogallo, il tasso di mortalità era di 52 decessi ogni milione di abitanti. Uno studio dell'Universidade Nova de Lisboa indica come il fattore di riproduzione del Sars-CoV-2 in Portogallo sia stato il più basso in Europa durante i primi 25 giorni dell'epidemia.

La forte discrepanza tra le cifre portoghesi e quelle del resto d'Europa aveva fatto parlare di modello lusitano di gestione della pandemia.

"Abbiamo avuto più tempo per prepararci", le parole del dottor Filipe Froes, pneumologo e consulente del governo portoghese, a Euronews. "Pensiamo di essere tre settimane indietro rispetto all'Italia e forse una settimana e mezzo indietro rispetto alla Spagna: questo ci ha dato tempo, giorni preziosi, per prepararci. Credo che la differenza principale sia stata anche l'impegno dei medici di base già dalle prime fasi", ha aggiunto Froes.

Eppure ora a preoccupare è proprio la situazione a Lisbona e dintorni. Quattro mesi dopo, la situazione ha preso una brutta piega. Il Portogallo non è più indicato come esempio ma è perfino finito nella lista nera dei paesi in cui viaggiare quest'estate.

La doccia fredda è arrivata venerdì scorso dal governo britannico.

"Si tratta di una decisione senza alcun fondamento. Abbiamo cercato di spiegare in termini tecnici al Regno Unito quanto sia sciocca", è stato il commento del ministro degli interni portoghese, Eduardo Cabrita, dopo la decisione di Londra di escludere il Portogallo dalla lista dei paesi in cui è possibile viaggiare in sicurezza.

"La situazione sanitaria nel Regno Unito è molto più complessa di quella in Portogallo", ha continuato Cabrita, aggiungendo che il Portogallo rimane "una delle opzioni più sicure" per i turisti britannici.

La verità è che da quando il Portogallo è uscito dallo stato di emergenza, il 2 maggio scorso, dopo un periodo di confinamento di 45 giorni, ha registrato una media di 275 nuovi casi al giorno.

Venerdì scorso ne sono stati segnalati 374, la maggior parte dei quali nell'area metropolitana di Lisbona. In questa regione, le autorità hanno dovuto decretare un nuovo periodo di isolamento per 700mila abitanti in circa 20 quartieri - almeno per le prossime due settimane.

Il Paese, in cui vivono 10,3 milioni di persone, è tornato in cima alla lista di quelli con il maggior numero di nuovi contagi, con un tasso di incidenza complessivo di 390 per 100mila abitanti - simile a quello della Spagna a metà aprile.

Perché sono aumentati i contagi?

"Non è motivo di allarme, ma è ovviamente qualcosa di cui preoccuparsi", ha detto ad AP il dottor Ricardo Mexia, presidente dell'Associazione Nazionale Portoghese dei Medici della Salute Pubblica. "Alcuni ospedali di Lisbona sono vicini alla capacità massima", ha aggiunto Mexia, osservando che al di fuori della regione di Lisbona ci sono molti letti d'ospedale ancora disponibili.

In media, circa il 70-80% dei nuovi casi confermatiogni giorno vengono rilevati nelle città satellite della capitale portoghese.

Nel Bairro do Zambujal, alla periferia di Lisbona, il comportamento dei residenti offre qualche indizio sul perché quest'area del Portogallo sia diventata uno degli hotspot del contagio, e su come gli sforzi del governo per eradicare il nuovo coronavirus siano stati vanificati.

Molti dei 6mila residenti non seguono le raccomandazioni delle autorità di indossare le mascherine, dice Maria Felicidade Nunes, presidente dell'associazione locale dei residenti, intervistata dall'agenzia AP.

Alcuni negozi locali non prestano attenzione alle regole sul numero di clienti che possono trovarsi all'interno contemporaneamente, e i giovani si affollano in grandi gruppi nei caffè locali.

"Alcuni sono d'accordo con le regole, ma altri semplicemente non le accettano", aggiunge Nunes.

Anche il direttore generale della sanità, Graça Freitas, punta il dito sull'atteggiamento troppo rilassato dei cittadini portoghesi. "Chiediamo alle persone di regolarsi in modo da non mettere in pericolo la propria salute e quella degli altri, ma a Lisbona c'è stata una concentrazione di persone al di là di quanto sia auspicabile", le sue parole in conferenza stampa.

Al di là del rispetto delle regole di distanziamento sociale, secondo gli esperti un numero significativo di nuovi contagi si è verificato tra le famiglie a basso reddito.

Alcuni lavoratori sono stati costretti a continuare a recarsi in cantiere nel settore edile; altri semplicemente non hanno potuto smettere di utilizzare il trasporto pubblico per recarsi al lavoro nel settore dei servizi.

Non potersi permettere di interrompere l'attività - a causa di contratti precari, pagamenti a giornata o di una situazione di vulnerabilità economica - ha quindi giocato un ruolo decisivo nel comportamento dei portoghesi nelle ultime settimane.

Le autorità sanitarie hanno anche individuato nuovi focolai nelle case di cura: qui sarebbe stato il personale ad aver importato il virus, magari dopo aver passato una serata con gli amici nei parchi e nelle spiagge.

Sotto i riflettori ora c'è la fase finale della Champions League, in programma dal 12 al 26 agosto nella capitale portoghese. La UEFA aveva scelto Lisbona come sede anche per il basso impatto del Covid-19 sulla popolazione.