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La Croazia verso il ballottaggio. I due candidati partono alla pari

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Due ore di dibattito infuocato tra i candidati al secondo turno delle presidenziali in Croazia non hanno mutato il quadro di sostanziale parità, secondo gli ultimi sondaggi. La presidente uscente, la conservatrice Kolinda Grabar-Kitarović è accreditata al 38,9%, mentre l'ex premier socialdemocratico Zoran Milanović, vincitore al primo turno con il 29% dei voti, si assesta sul 40%.

La Kitarović ha accusato il suo concorrente di non lavorare per l'integrazione di Zagabria con i Paesi confinanti: "Lei è riuscito a metterci contro tutti i nostri vicini", ha dichiarato. "Abbiamo filo spinato alla frontiera con Slovenia e Ungheria. Mentre io costruivo ponti, lei faceva di tutto per farli cadere. La cooperazione coi Paesi del Sud-Est europeo, Serbia, Bosnia Erzegovina e altri, è più che benvenuta".

"È stata lei a rovinare le relazioni con Sarajevo", ha risposto Milanović. "I rapporti con la Slovenia non sono buoni. Quindi io ritengo necessario innalzare il livello di tali rapporti, questo sarà un punto fermo della mia politica estera. I rapporti con Vucić sono fantastici, non è vero? E quali rapporti vanno bene? Quelli con Victor Orbán?".

La "donna del popolo", come si autodefinisce, dovrà convincere i sovranisti a votare per lei, questa domenica, per poter essere riconfermata alla guida del Paese. Il suo rivale al primo turno aveva ottenuto un terzo delle voci, grazie al sostegno degli elettori delle città, ma anche grazie alla divisione della desta.

I croati sono chiamati a votare solo cinque giorni dopo l'avvio dei sei mesi di presidenza di turno del Consiglio europeo, che arriva in un momento delicato tanto per Zagabria, quanto per Bruxelles.

Denis LOVROVIC / AFP
Alle urne, durante il primo turno dello scorso 22 dicembreDenis LOVROVIC / AFP