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I Balcani occidentali chiedono alla Croazia di dare priorità all'allargamento UE

I Balcani occidentali chiedono alla Croazia di dare priorità all'allargamento UE
Diritti d'autore  Il passaggio di testimone della presidenza del Consiglio europeo tra la finlandese Krista Mikkonen e il croato Tomislav Ćorić - CopyrightTwitter / @EU2020HR Dec. 19th, 2019-Davis, Seana
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Ora che alla Croazia tocca la presidenza di turno semestrale del Consiglio europeo, i leader dei Balcani occidentali sperano che sia la volta buona per riportare il tema dell'allargamento a est dell'Unione europea in cima all'agenda dei lavori.

Dal 1 gennaio fino a luglio, quando passerà il testimone alla Germania, spetterà infatti a Zagabria, membro più giovane dell'Ue alla quale ha aderito nel 2013, presiedere il lavori dell'Unione Europea. "Un'Europa più forte in un mondo di sfide", è il motto scelto, mentre quattro sono i punti centrali del programma adottato dal governo guidato dal premier conservatore Andrej Plenkovic: sviluppo, infrastrutture, sicurezza e un forte impatto dell'Europa su scala globale.

Come presidente, sarà la Croazia a decidere l'agenda dei meeting del Consiglio europeo, l'organo che riunisce i capi di governo degli stati membri. Durante il semestre finlandese, si è tornati a parlare di allargamento dell'Unione europea anche se in negativo, con i tentativi di Albania e Macedonia del Nord bloccati principalmente dal veto francese, danese e olandese. Una posizione che il parlamento europeo ha bollato come "errore strategico".

Ora che il testimone è stato preso dalla Croazia, i paesi dell'area balcanica sono tornati a farsi sentire. Il ministro degli esteri della Macedonia del Nord, Nikola Dimitrov, ha auspicato su Twitter che il 2020 sia l'anno europeo per i Balcani occidentali.

Dimitrov in passato ha molto criticato il blocco delle trattative sull'adesione del proprio paese alla UE, affermando che l'Unione europea dovrebbe essere più trasparente e diretta nei confronti della Macedonia del Nord.

Nel frattempo, anche l'ex ministro degli esteri albanese, Ditmir Bushati, ha scritto su Twitter: "Speriamo che dopo lo storico errore dell'anno scorso, nel 2020 le stelle si allineino per cominciare i negoziati per l'adesione europea di Albania e Macedonia del Nord".

Altri paesi balcanici si sono uniti al coro, anche se ancora indietro a livello di trattative con Bruxelles. Il membro croato della presidenza della Bosnia ed Erzegovina, a capo del Parlamento locale, spera che sia l'occasione buona per dei progressi sostanziali sulla strada verso l'adesione bosniaca alla Ue.

Anche il primo ministro del Montenegro si è affidato a Twitter, congratulandosi con la Croazia da alleato Nato "per la decisione di mettere in cima all'agenda le politiche di allargamento dell'Unione europea".

La Croazia ha fatto domanda di adesione nel 2003, i negoziati sono iniziati due anni dopo e sono durati fino al 2011. Nel 2013 è arrivato l'ingresso del paese nel blocco comunitario, l'ultimo membro in ordine di tempo.

L'Albania, assieme ad altri paesi balcanici, era stata indicata come potenziale candidato all'ingresso nella Ue durante il Consiglio europeo di Tessalonica del 2003. In quell'occasione, i leader chiesero ai Balcani occidentali di lavorare per "sistemi statali pienamente funzionanti e in grado di soddisfare i bisogni dei propri cittadini".

"La lotta contro la criminalità organizzata e la corruzione è essenziale per garantire lo stato di diritto", si legge nel comunicato di 17 anni fa. Per passare alla fase successiva delle relazioni, gli Stati dei Balcani occidentali dovrebbero "perseguire questi obiettivi ad un ritmo accelerato".

Al momento, Albania, la Repubblica della Macedonia settentrionale, il Montenegro, la Serbia e la Turchia rimangono paesi candidati ad entrare nella UE. Bosnia ed Erzegovina e Kosovo, invece, sono nelle retrovie come candidati potenziali.