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Caos Brexit, si dimette il ministro del Lavoro: "Sforzi governo concentrati su no-deal"

Caos Brexit, si dimette il ministro del Lavoro: "Sforzi governo concentrati su no-deal"
Diritti d'autore REUTERS/Peter Nicholls
Diritti d'autore REUTERS/Peter Nicholls
Di Euronews
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Amber Rudd lo ha annunciato in un'intervista alla Bbc: "Gli sforzi del governo sono concentrati all'89-90% su un'uscita senza accordo, mi aspettavo lo stesso impegno per una soluzione alternativa"

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Il governo di Boris Johnson perde un altro pezzo. Il ministro del Lavoro e delle Pensioni Amber Ruddha annunciato questa domenica le sue dimissioni, accusando il premier di concentrarsi quasi esclusivamente sull'eventualità di una Brexit senza accordo invece di provare a trovare una soluzione alternativa al no deal.

Rudd ha annunciato le sue dimissioni durante un'intervista televisiva alla Bbc. "Il governo - ha detto - ha messo in moto una macchina imponente per preparsi al no deal. Non sono contraria a questo ma mi aspettavo gli stessi sforzi per trovare un'alternativa, invece non è così. È per questo motivo che 21 dei miei colleghi di partito si sono ribellati ed io ho deciso di fare lo stesso".

Leggi anche | Brexit: c'è chi dice no

Il ministro delle Finanze Sajd Javid ha subito preso le distanze dalla sua ormai ex collega, sostenendo che il governo sta lavorando con lo stesso impegno ad entrambe le soluzioni. Quasi in contemporanea il ministro degli esteri Dominic Raab ha garantito che il premier non ha intenzione di infrangere la nuovalegge anti-no deal appena approvata dal Parlamento, nonostante lo stesso Johnson abbia parlato di questo possibilità.

"Agiremo con responsabilità e studieremo con attenzione il testo per capire quali sono i margini di manovra", ha detto Raab, che poi ha definito ridicola l'ipotesi, avanzata da alcuni membri del Parlamento, che Johnson possa finire in prigione in caso di violazione della legge.

Da Bruxelles intanto continuano ad arrivare segnali di impazienza. Il governo francese ha minacciato di porre il veto ad una nuova estensione dell'entrata in vigore della Brexit se da Londra non arriveranno proposte alternative al backstop.

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