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Gli antichi egizi potrebbero aver provato a curare il cancro 4mila anni fa

Il cranio di 4mila anni fa porta tracce di quello che potrebbe essere il primo trattamento antitumorale della storia
Il cranio di 4mila anni fa porta tracce di quello che potrebbe essere il primo trattamento antitumorale della storia Diritti d'autore Tondini, Isidro, Camarós, 2024
Diritti d'autore Tondini, Isidro, Camarós, 2024
Di Euronews
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Trovate delle tracce di quello che potrebbe essere il primo trattamento antitumorale della storia: un teschio sotto analisi sarebbe dello stesso periodo in cui è stata costruita la Grande Piramide di Giza

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Due crani risalenti all'Antico Egitto e conservati presso l'Università di Cambridge potrebbero portare i primi segni conosciuti di trattamento contro il cancro.

I sottili tagli su uno dei resti risalenti a circa 4mila anni fa potrebbero infatti essere segni di un intervento chirurgico per rimuovere il cancro o di una "esplorazione medica post mortem", secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Medicine.

Si pensa che il cranio appartenesse a un uomo di 30-35 anni vissuto tra il 2.686 e il 2.345 a.C., all'incirca nello stesso periodo in cui fu costruita la Grande Piramide di Giza.

Cosa hanno scoperto i ricercatori

I secondi resti sono datati tra il 664 e il 343 a.C. e appartengono a una donna di oltre 50 anni che è sopravvissuta a una frattura del cranio e ha subito un tumore. Gli scienziati hanno incluso il cranio nel loro studio perché testimonia il livello di cura che gli egiziani erano in grado di offrire a chi era ferito o malato.

Il team di ricercatori ha scoperto i segni di taglio e ha analizzato il secondo cranio utilizzando una microscopia 3D ad alta risoluzione.

Si pensa che il teschio sia appartenuto a un uomo vissuto nello stesso periodo in cui fu costruita la Grande Piramide di Giza
Si pensa che il teschio sia appartenuto a un uomo vissuto nello stesso periodo in cui fu costruita la Grande Piramide di GizaTondini, Isidro, Camarós, 2024

Gli studi di medicina nell'Antico Egitto

"Il confronto tra due potenziali gestioni rappresentate da due diversi tipi di lesioni rappresenta una pietra miliare nella storia della medicina", hanno scritto gli autori Tatiana Tondini, Albert Isidro e Edgard Camarós.

L'Antico Egitto possiede una delle "basi di conoscenza medica più avanzate" dell'Antichità, con resti umani e papiri ben conservati che offrono uno sguardo sulle pratiche sanitarie dell'epoca.

Gli scienziati hanno già trovato prove di protesi, otturazioni dentali e fratture guarite.

I ricercatori ritengono inoltre che l'antica medicina egizia fosse "abbastanza avanzata da descrivere, classificare e trattare con successo malattie specifiche e lesioni traumatiche, compresi i traumi ossei".

Il cancro è stato trovato in precedenza in resti umani, con il caso più antico risalente a 1,7 milioni di anni fa, ma questa analisi sembra fare luce sugli studi ancora più datati.

Secondo gli autori questi risultati rafforzano l'idea che "il cancro era molto più diffuso di quanto si pensasse in precedenza".

Tuttavia la ricerca richiede cautela in quanto sottolinea che il lavoro si basa su "resti scheletrici incompleti", include solo due individui e non utilizza analisi molecolari.

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