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Corsa globale per le tecnologie green: l'Ue sfida Usa e Cina

L'Ue è al primo posto per percentuale di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili
L'Ue è al primo posto per percentuale di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili Diritti d'autore Mel Evans/AP2008
Diritti d'autore Mel Evans/AP2008
Di Gregoire Lory
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Uno studio del think tank Strategic Perspectives delinea le posizioni dei maggiori Paesi nella corsa alle tecnologie green: l'Ue prima per per percentuale di elettricità da fonti rinnovabili

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L’Unione Europea fa parte di una corsa, partita a livello mondiale, per le tecnologie necessarie alla transizione ecologica. 

Questa la conclusione di uno studio pubblicato dal think tankStrategic Perspectives, che confronta il blocco comunitario con Cina, Stati Uniti, Giappone e India. La concorrenza è agguerrita e l’obiettivo di azzerare le emissioni di CO2 sempre più ambito.

Dove l'Europa primeggia

Se la Cina guida molte delle classifiche di settore, l’Unione ha primeggiato l’anno scorso nella percentuale di elettricità prodotta tramite fonti rinnovabili, mentre si piazza al secondo posto per investimenti nelle tecnologie green e posti di lavoro nel settore delle energie pulite.

Buone notizie per il Green Deal europeo, insomma, ma vietato sedersi sugli allori. Anche perché incombe la minaccia dell'Inflation Reduction Act statunitense, un piano di sussidi da quasi 400 miliardi di dollari a favore dell'industria a ridotto impatto ambientaleche rischia di attirare oltreoceano le imprese del settore.

"Il rischio reale è che l’Ue non riesca a tenere il passo degli Stati Uniti"
Linda Kalcher
Direttrice di Strategic Perspectives

"Raddoppiare gli sforzi"

"Il Green Deal ora regge, ma la situazione è in bilico", spiega a Euronews Linda Kalcher, direttrice di Strategic Perspectives.

"Dipende tutto dalla prossima Commissione europea ed è fondamentale che aumentino l'impegno, soprattutto perché l'Inflation Reduction Act ha riportato gli Stati Uniti in prima linea. Il rischio reale è che l’Ue non riesca a tenerne il passo".

Secondo il centro di ricerca, i Paesi europei dovrebbero raddoppiare gli sforzi e le risorse in termini di innovazione e capacità produttiva, per evitare gravi conseguenze dal punto di vista industriale e strategico.

"Adesso potremmo vedere aziende pronte a trasferirsi negli Stati Uniti, dove ricevono più sussidi. Già ora la dipendenza è piuttosto elevata sull’energia solare3.

Gli autori del rapporto sottolineano pure la pericolosità di una narrazione che vorrebbe mettere in pausa la transizione ecologica. 

Cina e Stati Uniti si sono lanciati a pieno titolo in questa corsa e l’Unione europea non può permettersi di perdere il treno, lanciato a tutta velocità, dello sviluppo sostenibile.

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