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Charles Michel alla Cina: "Fate pressione sulla Russia"

La stretta di mano tra Charles Michel e Xi Jinping
La stretta di mano tra Charles Michel e Xi Jinping Diritti d'autore European Union/Handout
Diritti d'autore European Union/Handout
Di Christopher Pitchers
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Il presidente del Consiglio europeo, in visita a Pechino, vuole un intervento di Xi Jinping per mettere fine al conflitto in Ucraina. Commercio e rispetto dei diritti umani gli altri temi sul tavolo

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La Cina dovrebbe usare la sua influenza per fare pressione sulla Russia affinché metta fine alla guerra in Ucraina. Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel a quello cinese Xi Jinping, durante la sua visita a Pechino.

Guerra, commercio e diritti umani

"La Cina è un membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. A mio parere, ha una responsabilità speciale in questo ruolo, nell'usare la sua influenza per convincere la Russia a rispettare il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite e ad adempiere agli obblighi internazionali", le parole di Michel.

"Il presidente Xi è stato molto chiaro sul fatto di non fornire armi alla Russia. È chiaro che la la minaccia nucleare non è accettabile".

Il leader cinese sembra favorevole a negoziare una soluzione politica per il conflitto in Ucraina, ma al momento ha questioni interne più urgenti da risolvere: le proteste di questi giorni in Cina sono le più partecipate degli ultimi e il malcontento popolare per la politica zero-Covid del governo non accenna a diminuire. 

A questo proposito, Michel ha rivendicato l'impegno da parte cinese a riavviare il dialogo sul rispetto dei diritti umani. "Per l'Unione europea il diritto di riunirsi è un importante diritto fondamentale garantito dagli strumenti e dalle istituzioni internazionali".

Anche le relazioni commerciali sono state oggetto di discussione: dalla Cina arriva infatti oltre il il 22% delle importazioni europee, mentre il Paese asiatico è destinaziona e del 10% dell'export dell'Unione. 

La dipendenza commerciale potrebbe rendere complicato per l'Europa alzare la voce su altri temi, come ha fatto capire a Euronews l'eurodeputato socialista portoghese Pedro Marques.

"Comprendiamo che il commercio è necessario. Dobbiamo proseguire il nostro impegno con i cinesi anche se bisogna tenere conto dell'ultimo periodo, in cui è stato molto difficile tessere una relazione.

Pure La Cina spera di approfondire la cooperazione, soprattutto per promuovere un grande accordo commerciale, il Cai (Comprehensive Agreement on Investments), i cui negoziati sono attualmente in stallo dopo il fuoco incrociato di sanzioni tra Pechino e Bruxelles per le violazioni dei diritti umani nello Xinjiang.

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