Cina: proteste in diverse città contro le politiche zero covid-19

Un momento della protesta a Shanghai
Un momento della protesta a Shanghai Diritti d'autore AP/AP
Di Gioia Salvatori
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La piazza chiede le dimissioni di Xi Jinping; le manifestazioni dopo la morte di 10 persone nell'incendio di uno stabile ad Urumqi: i pompieri, secondo alcuni testimoni, avrebbero tardeggiato per rispettare le regole di distanziamento

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In Cina le proteste sono un evento raro, ma questa volta la piazza sembra pronta a tutto. Dimostrazioni contro le stringenti politiche governative zero covid-19 si tengono in queste ore, in diverse città del celeste impero. Quella che vedete nel video è Shangai, sabato sera: no ai confinamenti, no ai test di massa, la misura è colma. Tra i manifestanti c'è chi chiede le dimissioni del presidente cinese Xi Jinping.

Verso le 3 di notte la situazione si sarebbe riscaldata, un testimone ha raccontato all'AP che la polizia ha iniziato a circondare i manifestanti e ha disperso il primo gruppo più attivo prima che arrivassero per il secondo che aveva portato fiori. L'obiettivo era spostare le persone dalla strada principale. Un manifestante che ha dato solo il suo cognome, Zhao, ha detto che uno dei suoi amici è stato picchiato dalla polizia che ha usato anche spray al peperoncino. In un parapiglia ha perso le scarpe e ha lasciato la protesta a piedi nudi.

Passo indietro sul confinamento a Urumqi

Difficile avere i dettagli di una protesta repressa e censurata, anche sui social media, ma il disagio è così forte che a Urumqi, nella regione occidentale dello Xinjang, le autorità locali hanno appena messo fine al confinamento in diversi quartieri: era in atto dal 7 agosto, le vittime dell'incendio, dicono i manifestanti, hanno passato i loro ultimi 100 giorni in confinamento. 

Proprio a Urumqui, ora diventata simbolo del martirio di un popolo, 10 persone sono morte nella notte tra giovedì e venerdì nell'incendio di uno stabile residenziale. Secondo diverse testimonianze i pompieri sarebbero arrivati tardi perché costretti a rispettare le regole di distanziamento. La rabbia è scoppiata all'istante.

Proteste si registrano anche a Pechino e, secondo alcune fonti, in una cinquantina di università in tutto il Paese, comprese prestigiose università pechinesi. Sui social girano video che mostrano proteste a Nanchino nell'est, Guangzhou nel sud; si vedono anche manifestanti che affrontano la polizia in tute protettive bianche o smantellavano le barricate utilizzate per isolare i quartieri confinati. In molti casi la folla agita fogli bianchi, il simbolo pensato per aggirare la censura.

Tre anni di confinamento, barricate e lucchetti alle porte

L'approccio della Cina contro il covid-19 con test di massa, lucchetti alle porte e barricate intorno ai quartieri confinati, usato dal regime anche come strumento di propaganda (per esaltare la superiorità cinese rispetto al mondo occidentale dove la pandemia mieteva migliaia di vittime) oggi sembra davvero aver stancato il popolo. La protesta nelle ultime ore è dilagata massiccia nonostante la repressione.

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