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A cosa si deve il ripopolamento dello stock di nasello nell'Atlantico?

In collaborazione con The European Commission
A cosa si deve il ripopolamento dello stock di nasello nell'Atlantico?
Diritti d'autore Euronews
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Di Denis Loctier
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Negli anni '90 questa specie stava per scomparire: le misure adottate dall'Ue negli anni 2000 hanno dato il via a un'inversione di tendedza. Ma nel Mediterraneo c'è ancora molto da fare

Oggi è difficile da immaginare ma non molto tempo fa il nasello era quasi scomparso dall'Atlantico, per poi tornare gradualmente. Nelle acque dell'Europa nord-occidentale la popolazione di naselli è tornata a crescere negli ultimi due decenni. Cosa c'è dietro questa ripresa? E perché raramente vediamo ripetersi storie simili altrove?

L'economia di Celeiro, un paesino sulla costa della Galizia, è legata alla pesca, in particolare quella del nasello. I pesci venduti all'asta sono grandi e integri, grazie all'attrezzatura da pesca utlizzata. Ridurre al minimo i danni alla popolazione di naselli è diventata una priorità rispetto al passato.

Lo scienziato marino Javier López è a capo della campagna per la pesca sostenibile di Oceana, un'organizzazione che si batte per la conservazione degli oceani. "Negli anni '80 e '90 il nasello atlantico ha dovuto affrontare una pesca eccessiva, che ha portato ad una drastica riduzione del numero di esemplari - dice López -. Il nasello era sull'orlo di una situazione critica e del collasso. Questo non ha solo implicazioni per l'ambiente, per lo stato dello stock, ma c'è anche un fattore umano dietro. Molti pescatori e comunità costiere che dipendono da questa risorsa non avrebbero avuto una redditività sufficiente per continuare la loro attività".

L'economia di Celeiro, un piccolo centro sulla costa della Galizia, è strettamente legata alla pesca del nasello
L'economia di Celeiro, un piccolo centro sulla costa della Galizia, è strettamente legata alla pesca del naselloEuronews

Se il nasello dovesse scomparire sarebbe una grave perdita anche per gli chef locali. Questo pesce, parente del merluzzo, è un alimento fondamentale in Galizia e uno dei preferiti in tutta la Spagna. I suoi filetti teneri si abbinano perfettamente a piatti come le verdure arrosto o i molluschi fritti. Il nasello è presente nel menu di quasi tutti i ristoranti di pesce in Spagna.

Ma perché in Galizia, e in tutta la costa nord-occidentale dell'Europa, c'è un'abbondanza di naselli? La risposta sta in misure di conservazione tempestive e anche in un pizzico di fortuna. Gran parte del nasello europeo si trova nell'Atlantico nord-orientale. Negli anni '90 la pesca eccessiva ha ridotto il loro numero a livelli molto inferiori a quelli sostenibili. Gli scienziati hanno lanciato l'allarme.

All'inizio degli anni 2000 l'Unione europea ha preso contromisure decisive. Ha stabilito limiti di cattura rigorosi basati su pareri scientifici, ha aumentato le dimensioni delle maglie delle reti da pesca per consentire ai naselli più giovani di fuggire e ha creato due grandi aree protette per la crescita del novellame. Un aiuto è arrivato anche dalle condizioni del mare.

Questi sforzi sono stati ripagati: la popolazione dei naselli ha raggiunto livelli senza precedenti. Questa ripresa ha permesso un aumento graduale delle quote di cattura, in modo che il nasello potesse continuare ad essere pescato in modo sostenibile. Ora la speranza è di replicare questo successo anche con altri stock. Per Javier López la chiave è stata la definizione di obiettivi concreti di recupero a lungo termine e la successiva applicazione delle misure.

"Il fatto che abbiamo raggiunto questo risultato, e ora abbiamo un'abbondanza di nasello settentrionale nell'Atlantico, non è il risultato del caso - dice López -. È il risultato di una gestione attenta, di misure di controllo e di condizioni oceaniche favorevoli. Ma il merito va anche al settore della pesca che ha sopportato queste misure".

Oggi i pescatori locali devono affrontare molte sfide, dai bassi prezzi di mercato alla forte concorrenza delle importazioni a basso costo. Ma sono soddisfatti della salute dello stock di nasello. Le restrizioni del passato sono state efficaci. "Ci sono stati alcuni anni in cui la pesca è diminuita parecchio - dice José Novo Rodríguez, amministratore delegato del Porto di Celeiro -. Se prima pescavamo 4.000 chili al giorno, ora riusciamo a pescare 1.000 chili al giorno. L'Europa ha abbassato le catture e poi le ha aumentate. Ora la popolazione ittica è buona, stiamo pescando molto bene".

"Insostenibilità sostenuta": la situazione nel Mediterraneo

Rispetto al nasello dell'Atlantico gli stock del Mediterraneo sono in uno stato molto più precario. Ci spostiamo dalla Galizia a Maiorca: secondo un recente rapporto della Commissione europea il numero di naselli del Mediterraneo dovrebbe aumentare di oltre dieci volte per raggiungere la sostenibilità.

Beatriz Guijarro, responsabile della valutazione degli stock ittici in questa regione, descrive la situazione del nasello come 'insostenibilità sostenuta'. Il terreno sottomarino sembra aiutare alcuni naselli a eludere le reti a strascico, consentendo la loro sopravvivenza. "Il nasello è sovrasfruttato, ma secondo i nostri dati non è a rischio di collasso - dice Guijarro González -. Una parte fondamentale della popolazione, le femmine di grandi dimensioni, vive in aree tipicamente irraggiungibili dalla pesca. Ciò contribuisce a mantenere la popolazione nel corso degli anni, nonostante il continuo sovrasfruttamento".

Il Mediterraneo è vario e complesso, il che rende il recupero del nasello una sfida a lungo termine. Qui la chiusura di alcune aree, l'uso di attrezzi più selettivi e i limiti ai giorni di pesca sono stati implementati 20 anni dopo rispetto all'Atlantico, ed è ancora troppo presto per valutare i risultati.

Al porto di Alcúdia incontriamo un peschereccio a strascico di ritorno da una giornata in mare. Il nasello rappresenta solo una piccola parte delle sue catture. Il capitano ammette che all'inizio il settore della pesca si è opposto alle restrizioni, ma ora le considera giustificate, anche se si può pescare solo quattro giorni alla settimana.

Il porto di Alcúdia. Secondo la Commissione europea il numero di naselli del Mediterraneo dovrebbe aumentare di oltre dieci volte per raggiungere la sostenibilità
Il porto di Alcúdia. Secondo la Commissione europea il numero di naselli del Mediterraneo dovrebbe aumentare di oltre dieci volte per raggiungere la sostenibilitàEuronews

"La maggior parte dei capitani dei pescherecci non è contraria, anzi appoggia questo approccio - dice Joan Jesús Vaquero Enseñat, capitano del peschereccio Punta des Vent -. Dopo tutto queste sono le nostre risorse. Dipendiamo dalla ricchezza del mare e ci impegniamo a proteggerla e conservarla".

Oggi i numeri del nasello mediterraneo stanno lentamente aumentando. Per Javier López la specie rimane vulnerabile, ma con le giuste misure in atto ci sono buone possibilità di recupero. "La lezione principale è che non dobbiamo aspettare una crisi per agire - dice López -. Un'azione tempestiva evita problemi più complessi e ripercussioni socio-economiche. Il mare è generoso; con le giuste misure, può ricostituire le sue risorse. Ci sono dei limiti che non dobbiamo superare, ma se agiamo con saggezza, possiamo essere certi che i pesci torneranno".

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