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Perché Raisi era a bordo di un elicottero statunitense vecchio di quattro decenni

Il presidente dell'Iran Ebrahim Raisi in un'immagine dello scorso mese di febbraio
Il presidente dell'Iran Ebrahim Raisi in un'immagine dello scorso mese di febbraio Diritti d'autore Iranian Presidency Office via AP
Diritti d'autore Iranian Presidency Office via AP
Di Aleksandar Brezar
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Il Bell 212 di fabbricazione statunitense che si è schiantato domenica con a bordo il presidente iraniano Ebrahim Raisi, il ministro degli Esteri Hossein Amirabdollahian e diversi membri del loro entourage è stato probabilmente acquistato durante il governo dello scià Mohammad Reza Pahlavi

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L'elicottero del presidente iraniano precipitato domenica a causa del maltempo si è rivelato essere un cimelio della guerra del Vietnam, o almeno la sua "controparte" civile. Il Bell 212 di fabbricazione statunitense che trasportava Ebrahim Raisi, il ministro degli Esteri Hossein Amirabdollahian e diversi membri dei loro entourage è infatti una versione riadattata e non da combattimento dell'onnipresente UH-1N "Twin Huey", ancora ampiamente utilizzato in tutto il mondo.

Nonostante la sua longevità, ci si è chiesti se fosse adatto allo scopo. A ciò si aggiunge il fatto che il regime di Teheran è sottoposto da decenni a sanzioni economicheda parte dei governi occidentali. E ciò può far pensare che la corretta manutenzione dell'elicottero fosse difficile da eseguire. 

Ci sono poi questioni più tecniche legate all'apparecchio. Dopo l'incidente, alcuni esperti hanno sottolineato come il Bell 212, vecchio di oltre 40 anni, fosse stato costruito per condizioni di volo a vista. Ciò significa che il pilota doveva fare affidamento solo sulla sua capacità di osservare il terreno, cosa divenuta complicata per via delle pessime condizioni meteorologiche, che potrebbero appunto aver giocato un ruolo determinante nell'incidente avvenuto nella porzione nord-occidentale dell'Iran, a circa venti chilometri dal confine con l'Azerbaigian.

L'area è nota inoltre per i suoi ripidi pendii montuosi, il che ha complicato ulteriormente le operazioni di soccorso, per per quali sono stati utilizzati droni di fabbricazione turca e un anche satellite di osservazione europeo. I funzionari iraniani hanno precisato che gli altri due elicotteri che facevano parte del convoglio presidenziale sono atterrati invece in sicurezza. Non è chiaro se e quanto abbiano anch'essi dovuto affrontare condizioni difficili. Il governo di Teheran, in ogni caso, resta avaro di dettagli, il che contribuisce ad avvolgere nel mistero la sorte del velivolo precipitato.

Il regime di Teheran vola ancora con aerei acquistati dallo Scià

Ciò che si può supporre è che il Bell 212, che secondo i media locali era gestito dalla Società della Mezzaluna Rossa della Repubblica islamica dell'Iran, è stato probabilmente acquistato prima della rivoluzione del 1979. Lo scià iraniano Mohammad Reza Pahlavi era noto infatti per la sua passione per il volo. Pilota qualificato egli stesso, indossava spesso l'uniforme di maresciallo dell'Aeronautica Imperiale Iraniana (IIAF) - istituita da suo padre, lo scià Reza Pahlavi, nel 1920 - e investiva in essa più che in qualsiasi altro ramo delle forze armate.

Ciò portò a una serie di acquisti di velivoli, con l'obiettivo di creare una flotta aerea di prim'ordine, tanto che l'Iran è l'unico Paese, oltre agli Stati Uniti, a utilizzare l'F-14 Tomcat. Anche altri modelli di elicotteri, come l'AH-1 Super Cobra e il Chinook, prodotti dalla Bell, erano presenti nell'arsenale della IAAF.

Lo scià Mohammad Reza Pahlavi a Tehran, nell'ottobre del 1964
Lo scià Mohammad Reza Pahlavi a Tehran, nell'ottobre del 1964AP Photo

Tuttavia, l'embargo sulle armi imposto dagli Stati Uniti al governo della Repubblica islamica e la ribattezzata Aeronautica della Repubblica islamica dell'Iran hanno inciso fortemente, nel corso del tempo, sulla maggior parte dei velivoli di fabbricazione occidentale. Il regime di Teheran, non a caso, ha continuato a far funzionare un numero limitato di velivoli, sfruttando la flotta esistente e modificando le parti necessarie.

Per compensare, sono state utilizzate componenti provenienti da Paesi come l'Unione Sovietica e la Cina. Tuttavia, i continui problemi legati all'invecchiamento della flotta sono stati pienamente evidenziati durante la guerra Iran-Iraq del 1980-1988, quando Teheran ha subito perdite significative sia in termini di apparecchi che di piloti.

Alcuni dei velivoli acquistati dallo scià, in ogni caso, sono sopravvissuti fino ad oggi. Sebbene le dimensioni attuali della flotta dell'Iran siano sconosciute, una stima del 2024 di Flight Global affermava che almeno due Bell 212 fossero ancora operativi nel Paese.

Chi altro utilizza i Bell 212?

Introdotto nel 1968, il Bell 212 e le sue diverse varianti hanno rappresentato i cavalli di battaglia di molti operatori militari e civili in tutto il mondo. L'UH-1N Twin Huey, la sua versione militare, è stata utilizzata dagli Stati Uniti in numerosi conflitti, tra cui la citata guerra del Vietnam e l'invasione dell'Iraq nel 2003. È tuttora utilizzato dall'aeronautica statunitense e da Italia, Spagna, Argentina e Arabia Saudita, tra gli altri.

Nel 2024, i Bell 212 risultano in servizio anche tra le forze di polizia di Slovenia, Croazia, Serbia, Macedonia del Nord, oltreché dalle guardie costiere di Canada e Giappone.

A seconda della configurazione, può trasportare un pilota (o due, se dotato di strumenti di volo aggiornati) e fino a 14 passeggeri. L'unico altro incidente degno di nota del Bell 212 si è verificato nel Mare del Nord nel settembre 1986, quando un elicottero di soccorso medico operato dalla Scozia si schiantò durante una missione di salvataggio, uccidendo tutti e sei i passeggeri a bordo.

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