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Israele abbandona il dialogo con Egitto. Nessuna tregua con le milizie palestinesi

Israele rifiuta la mediazione dell'Egitto per una tregua con le milizie jihadiste di Gaza
Israele rifiuta la mediazione dell'Egitto per una tregua con le milizie jihadiste di Gaza Diritti d'autore AP Photo/Tsafrir Abayov
Diritti d'autore AP Photo/Tsafrir Abayov
Di Gianluca Martucci
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Letale la ripresa delle raffiche di missili dalla Striscia: ora il governo di Netanyahu annuncia attacchi mirati contro gli elementi del jihad palestinese. Preoccupano le ricadute sui civili

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Israele si è ritirato dai colloqui mediati dall'Egitto finalizzati a concordare una tregua utile a placare l'escalation di attacchi registrata nelle tensioni con le milizie palestinesi della Striscia di Gaza. Cadono nel vuoto le speranze delle Nazioni Unite che avevano chiesto alle parti coinvolte di "rispettare il diritto internazionale" alla luce dei civili uccisi negli ultimi raid.

Una nuova raffica di missili nella mattinata di giovedì 12 maggio ha interrotto la delicata tregua che durava da 12 ore. L'uccisione di un israeliano nella città di Rehovot provocata da un razzo sparato da Gaza ha allontanato ulteriormente le speranze di uno stop ai bombardamenti.

Nella Striscia di Gaza sono state uccise 31 persone - almeno 15 civili, tra cui sei bambini - e 106 sono rimaste ferite, secondo il conteggio del Ministero della Salute dell'enclave, che ospita 2,5 milioni di persone sottoposte al blocco militare israeliano dal 2007 e governate dal movimento islamista Hamas.

"Se l'escalation israeliana continua, non ci fermeremo prima della Marcia delle Bandiere", hanno dichiarato fonti Movimento per il Jihad Islamico, affermando anche di non aver ancora ricevuto dai mediatori egiziani la notifica ufficiale del ritiro di Israele dai colloqui.

Le tensioni si inaspriscono man mano che si avvicina la Marcia delle Bandiere degli ultranazionalisti israeliani, che giovedì 18 sfileranno per commemorare come ogni anno "l'unificazione" di Gerusalemme Est avvenuta nel corso della Guerra dei sei giorni del 1967. 

La marcia, che quest'anno è autorizzata ad entrare nel quartiere musulmano della Città Vecchia, è ogni anno al centro di conflitti, ed è stata una delle cause che hanno provocato l'escalation del 2021 tra Israele e le milizie di Gaza, tra cui Hamas.

Le autorità israeliane hanno fatto sapere che stanno preparando una "risposta significativa" e, secondo la radio ufficiale dell'esercito, il premier Benjamin Netanyahu ha ordinato di continuare gli attacchi mirati contro gli obiettivi della Jihad islamica. Sono 16 i miliziani, di cui otto comandanti di alto livello, uccisi nell'escalation iniziata martedì 9 maggio, quando Israele ha attivato l'Operazione Scudo e Freccia con l'"uccisione mirata" di tre leader del Movimento per il Jihad Islamico.

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