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Israele-Gaza: regge a metà la tregua mediata dall'Egitto

Razzi provenienti da Gaza sulla città israeliana di Ashkelon. (14.5.2023)
Razzi provenienti da Gaza sulla città israeliana di Ashkelon. (14.5.2023) Diritti d'autore Tsafrir Abayov/Copyright 2023 The AP All rights reserved
Diritti d'autore Tsafrir Abayov/Copyright 2023 The AP All rights reserved
Di Cristiano TassinariEuronews World - AP - AFP - EFE
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L'accordo per il cessate il fuoco tra Israele e Jihad islamica, mediato dall'Egitto, è stato accolto favorevolmente dai due milioni di abitanti di Gaza, al culmine di cinque giorni sanguinosi. Ma c'è stato uno scambio di razzi, da una parte all'altra, anche dopo l'inizio della tregua

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Il cessate il fuoco tra Israele e Jihad islamica regge, ma non completamente. La tregua per ora regge e la tensione sembra essere calata. L'accordo Raggiunto grazie alla mediazione del presidente egiziano Abdel Fatah al-Sissi e dell'Emiro del Qatar Tamim Bin Hamad al Thani, dovrebbe porre fine alle violenze che in cinque giorni hanno fatto almeno 35 vittime, un terzo delle quali tra i civili, e 147 feriti.

Mezz'ora prima che entrasse in vigore - alle 22:00 ora locale di sabato sera - il cessate il fuoco mediato dall'Egitto, dozzine di razzi sono stati lanciati da Gaza verso Israele, provocando attacchi aerei anche dopo la mezzanotte.
La maggior parte dei razzi palestinesi è stata intercettata dal sistema di difesa aerea israeliana Iron Dome. Poi la tregua, durante la notte, sembra essere stata sostanzialmente rispettata.

Prima del cessate il fuoco, sabato, Israele aveva ha nuovamente colpito Gaza

Gli attacchi aerei israeliani hanno colpito il gruppo palestinese Jihad islamica, in seguito a una nuova raffica di razzi piovuti su Israele, in occasione del funerale del comandante militare della Jihad, Iyad al-Hassani, ucciso venerdì.

La Jihad islamica palestinese ha affermato essere una vendetta per gli "assassini" israeliani dei suoi comandanti e gli attacchi alle aree abitate di Gaza City.

Ashraf Amra/Copyright 2023, The AP. All rights reserved
Un edificio distrutto a Gaza City, colpito da un bombardamento israeliano. (13.5.2023)Ashraf Amra/Copyright 2023, The AP. All rights reserved

Gli ultimi cinque giorni di violenza - dall'inizio, martedì 9 maggio, dell'operazione israeliana "Scudo e Freccia" - hanno provocato 33 morti in Palestina e due in Israele.

Una fragile tregua

Anche se il cessate il fuoco non ha posto fine totalmente ai combattimenti, l'accordo è stato accolto con favore dagli oltre due milioni di abitanti di Gaza e dalle centinaia di migliaia di israeliani confinati nei rifugi antiaerei.

Dopo una valutazione di sicurezza, l'esercito israeliano "ha deciso di revocare gradualmente le restrizioni" al movimento imposte nelle zone israeliane e nelle città vicine a Gaza. 

Da un lato, alle 6:00 ora locale di questa domenica, sono state revocate le restrizioni al movimento e agli assembramenti per gli israeliani che risiedono a più di 40 chilometri da Gaza e l'accesso alle strade vicino alla linea di separazione con Gaza, che erano state chiuse per evitare il possibile lancio di missili anticarro.

Se la situazione dovesse mantenersi calma, queste stesse misure saranno applicate alle comunità israeliane più vicine all'enclave costiera a partire da mezzogiorno, ha riferito l'esercito di Tel Aviv in un comunicato.

D'altra parte, il COGAT (l'organizzazione militare israeliana che gestisce gli affari civili in territorio palestinese) ha annunciato questa mattina "la graduale apertura" del valico di Erez per le persone e del valico commerciale di Kerem Shalom con Gaza, che era rimasto chiuso.
Verrà aperto anche lo spazio marittimo della Striscia, come specificato in un comunicato.

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