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Earth Overshoot Day 2022, le risorse si stanno esaurendo

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Di Debora Gandini
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Earth Overshoot Day 2022
Earth Overshoot Day 2022   -   Diritti d'autore  AP Photo

L’umanità sta consumando tutte le risorse della natura a una velocità sempre maggiore. E’ l’allarme lanciato durante l'Earth Overshoot Day, il giorno, calcolato ogni anno dal Global Footprint Network, in cui la popolazione globale esaurisce virtualmente tutte le risorse che la Terra riesce a rigenerare.

Da oltre 50 anni ormai questa data continua ad essere anticipata, e questo non è un segnale incoraggiante per il nostro pianeta. Emissioni di gas serra, siccità, distacco di ghiacciai perenni, ondate di caldo anomale, emergenze sanitarie e crisi alimentare. Sono i segnali che si deve intervenire ora in modo serio per cercare di porre rimedio a dei fattori che stanno aggravando irrimediabilmente il deficit ecologico dell’umanità.

Secondo gli esperti quello del 2022 è il peggiore dagli anni Settanta. Il 2020, con la pandemia di Covid-19 e i lockdown e le restrizioni in tutto il mondo aveva fatto intravedere qualche segnale di speranza circa il consumo delle risorse. L’Overshoot Day era stato infatti il 22 agosto, con un notevole ritardo rispetto alla media degli ultimi decenni. La data di quest’anno invece è la peggiore, insieme a quella del 2018 (sempre il 28 luglio). 

Le sfide del nostro pianeta

L'Earth Overshoot Day cade ben 156 giorni prima della fine dell’anno. Allargando il discorso a tutte le risorse, il numero di persone esposte alla doppia sfida - economica ed ambientale - sale a 5,8 miliardi di persone. 

“La sicurezza delle risorse natura-li sta diventando un parametro essenziale della forza economica. Non c'è alcun vantaggio nel temporeggiare. Piuttosto, è nell'interesse di ogni città, azienda o Nazione proteggere la propria capacità di operare in un futuro inevitabile di maggiori cambiamenti climatici e scarsità delle risorse", afferma il fondatore del Global Footprint Network, Mathis Wackernagel

Allargando il discorso a tutte le risorse, il numero di persone esposte alla doppia sfida, economica ed ambientale, sale a 5,8 miliardi di persone. 

Circa 3 miliardi di persone – secondo il Global Footprint Network – vivono in Stati che mangiano più cibo di quello che riescono a produrre. Alcuni come Italia, Svizzera e Regno Unito hanno un reddito sufficiente per importarlo. Altri, per esempio il Nepal – in grado di coltivare e allevare solo il 78% del suo cibo – fatica ad accedere alle risorse alimentari sul mercato. Il suo reddito pro capite infatti è pari solo al 9% della media mondiale. 

Sono a rischio, per le stesse ragioni, anche molte popolazioni dell’Asia e dell’Africa. Soprattutto dopo che la guerra in Ucraina ha rivelato le fragilità della nostra catena di distribuzione del grano. Anche Cina e India sono al limite. Se si includono altri beni, oltre al cibo, sono 5,8 miliardi le persone che utilizzano più di quanto il loro territorio può rigenerare. Almeno 8 miliardi poi (il 72% degli abitanti della Terra) vivono in Paesi che hanno già superato l’Overshoot Day nazionale, cioè che sono in deficit di risorse.

Risorse addizionali per questo articolo • ANSA