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Nuovi raid russi su Kiev. Combattimenti a Mariupol. Zelensky; "prepararsi alla minaccia nucleare"

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Di Debora Gandini
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Presidente ucraino Zelensky
Presidente ucraino Zelensky   -   Diritti d'autore  Ukrainian Presidential Press Office via AP

Aveva minacciato di intensificare i bombardamenti e così è stato. L’Armata di Vladimir Putin è passata ai fatti lanciando missili su tutta l'area di Kiev.

Il raid ha colpito una fabbrica militare come risposta agli effettuati in territorio russo e attribuiti agli ucraini, come ha sottolineato Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo. Sono state usati missili a lungo raggio e ad alta precisione che hanno distrutto edifici per la produzione e la riparazione di armamenti.

La nuova offensiva arriva anche all'indomani dell'affondamento dell'ammiraglia del Mar Nero, colpita dai missili ucraini che proprio quella fabbrica produceva. Per il governo di Kiev dell’incrociatore lancia missili "Moskva" è stato un atto simbolico, che ha risollevato il morale di un intero Paese. Decine di cittadini hanno fatto la fila, venerdì, per comprare il francobollo commemorativo, stampato a tempo di record.

52° giorno di guerra: la rappresaglia russa

Dopo 52 giorni di guerra, I combattimenti continuano su fronti sempre aperti, come la città di Kharkiv, e il bilancio delle vittime continua a salire.

Mentre le sirene antiaeree hanno risuonato nella capitale e in quasi tutte le città dell'Ucraina, da Leopoli a Odessa, da Donetsk a Kharkiv, il presidente Volodymyr Zelensky è tornato a chiedere armi per resistere all’invasione russa. Più forti saremo e prima ci sarà la pace, ha detto, lanciando anche un messaggio preoccupante, in un'intervista alla CNN, su un possibile uso di armi nucleare da parte di Mosca. “Siamo preoccupati dal possibile uso di armi atomiche, ma tutti dovrebbero esserlo, non solo l'Ucraina", ha avvertito il leader di Kiev”.

Le notizie che arrivano dalle zone dell’est dell’Ucraina parlano di combattimenti con corso a Mariupol assediata ma non ancora conquistata interamente dalle truppe filo-russe. La situazione starebbe tuttavia precipitando.

Il comandante della 36/a brigata della Marina ucraina, il maggiore Serhiy Volyna, ha lanciato un appello a sbloccare la città prima possibile, "militarmente o politicamente" perché sono in corso feroci combattimenti e i russi avanzano "in modo aggressivo. Lo stabilimento siderurgico Ilyich, vicinoa Mariupol, è sotto il controllo dell'esercito russo. A riferirlo il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, citato da Interfax.

Vittime ucraine: 2.500-3.000 militari e 900 civili

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato: "Finora sono morti circa 2.500-3.000 militari ucraini". Ma ci sono anche le vittime civili.

Andriy Nebytov, capo della polizia regionale di Kiev: "Il numero dei civili uccisi ha superato i 900 e, sottolineo, si tratta di civili. I cui corpi abbiamo consegnato agli esperti per l'esame forense. Si tratta di più di 900 persone attualmente uccise per mano dell'esercito russo".

Nel mezzo de conflitto ci sono poi storie di resistenza, di civili in fuga e di civili massacrati. Come la storia del ragazzo di 13 anni di Brovary, il cui corpo trovato in una fossa comune, ha ricevuto una sepoltura sola ora. Elisay, questo il suo nome, era stato ucciso a colpi d'arma da fuoco dai militari russi l'11 marzo mentre cercava di fuggire dalla villaggio dove abitava vicino a Kiev, insieme al fratellino e ai genitori. Proprio in questa zona sono stati trovati i corpi di oltre 900 civili, giustiziati e massacrati, secondo la polizia ucraina.

Risorse addizionali per questo articolo • ANSA, Reuters