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Da Mosca a Belgrado: la fuga delle aziende colpite dalle sanzioni

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Di Gianluca Martucci
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Imprese in Serbia
Imprese in Serbia   -   Diritti d'autore  /Euronews

Le sanzioni imposte alla Russia per l'invasione dell'Ucraina potrebbero innescare un esodo delle aziende occidentali che hanno sede nel Paese. Molte aziende potrebbero delocalizzare in Serbia, considerata una valida meta grazie ai rapporti commerciali con la Russia e alle agevolazioni sul costo del lavoro. Dall'inizio delle ostilità già duemila lavoratori si sono trasferiti dalla Russia alla Serbia. Tra le aziende russe, da Gazprom alla compagnia ferroviaria di Stato, non c'è nessun cenno di quale sia l'effetto delle sanzioni sull'attività economica.

Secondo Nebojša Nešovanović, direttrore generale dell'azienda di consulenza finanziaria Coldwell Banker Richard Ellis, le compagnie statunitensi ed europee che hanno già trasferito la loro attività in Serbia operavano già parzialmente nel Paese e probabilmente ci rimarranno a lungo. "Non è certo però che questo possa dare un vero e proprio scossone all'economia nazionale", ha aggiunto Nešovanović.

Non solo Serbia

Nelle reazioni a catena scatenate dalla guerra non ci sono solo le aziende occidentali che puntano verso Belgrado. A gennaio l'azienda informatica ucraina Intellias stava per inaugurare un nuovo centro a Novi Sad, nel Nord della Serbia. Con l'attacco militare russo cambio di programma: la compagnia ha deciso di trasferire il nuovo centro a Zagabria, in Croazia. Intellias ha giustificato la scelta "prendendo in considerazione la posizione pro-Russia del governo serbo", come ha spiegato sul suo profilo twitter.

"Esiste in effetti il rischio di aziende che lasciano la Serbia, ma quello di Intellias è un caso isolato", ha affermato Bojan Stanić, vicepresidente della Camera di commercio serba. "Il clima per gli investitori stranieri è cambiato e lo dimostra la riconferma del rating di credito a BB+ e un outlook positivo, condizione che crea ottimismo sulle prospettive di investimento nel nostro Paese", ha detto Stanić