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Covid in Europa: dove si alleggeriscono le misure restrittive

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Di Eloisa Covelli
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Covid in Europa: dove si alleggeriscono le misure restrittive
Diritti d'autore  AP Photo/Jean-Francois Badias

Da lunedì pass sanitario obbligatorio quasi ovunque in Francia. Da febbraio si alleggeriscono le misure restrittive: via la mascherina all'esterno, discoteche aperte, cibo negli stadi e concerti live.

L'Esagono ha registrato più di 300mila casi al giorno nell'ultima settimana con un picco di oltre 500mila contagi lunedì scorso. Ma la pressione sugli ospedali è diminuita. Nelle scuole le misure verranno alleggerite solo a marzo, al rientro dalle vacanze d'inverno. Il secondo sciopero del comparto scuola è stato un flop.

In Catalogna via il coprifuoco, che resisteva dal 24 dicembre. Vengono mantenute però altre restrizioni: locali notturni chiusi e limite di 10 persone per gli incontri sociali. Al ristorante si può andare, ma è consentita solo metà della capienza; negli eventi sportivi e culturali la capienza è al 70 percento.

L'Irlanda, come ha già annunciato il Regno Unito, elimina a partire dal 22 gennaio quasi tutte le restrizioni. La decisione è stata annunciata dal primo ministro Micheal Martin in un discorso televisivo alla nazione. Quindi da questo weekend non serve il green pass per andare al pub, viene eliminato l'obbligo di distanziamento sociale e il limite di capienza. Resta l'obbligo di indossare la mascherina almeno fino alla fine di febbraio, come del resto rimane la quarantena per le persone sintomatiche. 

In Austria vaccino obbligatorio

Nel frattempo l'Austria ha introdotto l'obbligo vaccinale, primo paese in Europa. E altrove, come l'Italia, si continua sulla strada del rigore.

Ue: no alla frammentazione

Questa Europa a due velocità non piace alla commissaria Ue per la Salute, Stella Kyriakides: "La frammentazione e i messaggi discrepanti tra di noi aumentano l'incertezza, indeboliscono la fiducia nella vaccinazione e riducono il senso di accettazione delle misure di sanità pubblica e delle raccomandazioni che noi facciamo ai cittadini", ha detto durante la riunione straordinaria dei ministri della Sanità Ue, che si è tenuta il 21 gennaio. La riunione era stata convocata proprio dalla neo-presidenza francese per trovare dei punti di convergenza tra le politiche dei vari Stati.