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Partygate, Boris Johnson "non poteva non sapere"

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Di Eloisa Covelli
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Boris Johnson
Boris Johnson   -   Diritti d'autore  Ian Vogler/Ap

Cento persone dello staff di Boris Johnson invitate a un party durante il lockdown del maggio 2020. Per l'ex braccio destro del premier, BoJo sapeva e ha trasgredito le regole messe per contenere la prima ondata di Covid.

Ora il premier si difende davanti ai giornalisti:

Voglio dirvi chiaramente che no, nessuno mi aveva detto che stavamo andando contro le regole. Pensavo fosse solo una riunione di lavoro

Dominic Cummings, il suo ex collaboratore, è certo che il segretario personale di Johnson si fosse confrontato con lui direttamente prima di mandare i 100 inviti per la festa nel giardino di Downing street.

"Ma le pare che organizzavamo un evento contro le regole - ribatte Johnson - Nessuno mi ha avvisato che stavamo facendo qualcosa di sbagliato".

Il partygate sta affossando il premier conservatore, che solo pochi giorni fa si è dovuto scusare per le feste organizzate durante il lutto per la morte del principe Filippo.

Non solo l'opposizione, ma anche molti Tories chiedono le sue dimissioni.