In guerra da una settimana, sotto i bombardamenti e in mezzo alle rappresaglie contro tutto il Medioriente, in Iran due alti funzionari della sicurezza hanno avvertito che si sparerà su manifestanti e persone sospette nella capitale e nel resto del Paese
Le autorità iraniane hanno avvertito la popolazione che le forze di sicurezza useranno la forza contro manifestanti e persone sospette, mentre il Paese è per il settimo giorno sotto i bombardamenti di Stati Uniti e Israele.
Ahmadreza Radan, comandante in capo delle forze di polizia iraniane (Lef), ha dichiarato venerdì che gli agenti sono stati autorizzati a sparare a vista.
"Poiché siamo in uno stato di guerra, ho emesso un ordine di sparare a vista per affrontare i potenziali ladri", ha dichiarato Radan in un'intervista alla televisione di Stato. "Se una persone sospetta viene catturata dalle nostre forze, gli spareremo e lo immobilizzeremo".
Minacce di morte ai giovani "ignoranti e inconsapevoli"
Giovedì l'emittente statale Irib ha trasmesso un'intervista a un membro della Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale iraniana che ha raccomandato alle famiglie di evitare che i propri figli di partecipare a proteste.
L'ex membro del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), Salar Velayatmadar, ha detto che i genitori che non controllano i loro figli "ignoranti e inconsapevoli" che si uniscono alle manifestazioni o "si allineano con il nemico" andranno incontro a conseguenze, tra cui la morte.
"Non vogliamo che vostro figlio venga ucciso perché è ignorante e inconsapevole", ha aggiunto Velayatmadar.
Gli avvertimenti arrivano mentre i raid di Israele e Usa hanno preso di mira le basi Basij, le stazioni di polizia e le sedi delle forze dell'ordine con le autorità iraniane che temono nuove proteste di piazza.
La repressione di massa, strumento preferito del regime
Dalla fine di dicembre a circa metà febbraio l'Iran ha assistito a manifestazioni diffuse, alle quali hanno partecipato molti studenti. Le manifestazioni sono state accolte con una repressione brutale e le cifre delle vittime rimangono poco chiare e impossibili da verificare a causa del blocco di Internet che ha impedito una verifica indipendente.
Teheran ha riconosciuto 3.117 morti mentre fonti indipendenti, tra cui gruppi per i diritti umani e professionisti del settore medico, citano cifre che vanno da alcune migliaia a 32.000 persone, come hanno riferito a Euronews alcuni addetti ai lavori in Iran a metà gennaio.
Dopo l'uccisione dell'ayatollah Ali Khamenei in un attacco israelo-statunitense sabato scorso, il regime ha bloccato l'accesso a Internet e ha minacciato punizioni severe, tra cui l'esecuzione, per coloro che sono coinvolti nelle rivolte.
Le ultime minacce di Teheran indicano che il regime rimane determinato a mantenere il potere ad ogni costo, anche se ciò significa sacrificare la vita dei propri cittadini. Le recenti dichiarazioni di alti funzionari illustrano la crescente disperazione del regime nel reprimere il dissenso, ricorrendo a misure estreme per evitare una perdita di controllo.
L'Irgc sono state designate come organizzazione terroristica dall'Ue, dagli Stati Uniti, dal Canada, dall'Australia e da altri Paesi, mentre la Lef è soggetta a molteplici liste di sanzioni internazionali.