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Regno Unito, Boris Johnson non riapre: ancora un mese di blocco

Di Euronews
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Boris Johnson
Boris Johnson   -   Diritti d'autore  OLIVIER HOSLET/AFP
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Il Regno Unito non riapre: il premier britannico Boris Johnson posticipa l'allentamento delle misure restrittive anti Covid al 19 luglio, a causa del rimbalzo di contagi causato dalla variante Delta trasmissibile fino al 60% in più rispetto al ceppo cosiddetto inglese (denominato Alpha).
Secondo gli esperti è consigliabile un altro mese per dare un'ulteriore accelerata alla campagna vaccinale.

"Stiamo vedendo i casi crescere di circa il 64% a settimana - dice Johnson - il numero medio di persone ricoverate in ospedale in Inghilterra è aumentato del 50 per cento di settimana in settimana e del 61 per cento nel nord-ovest. Se non arginiamo, questa potrebbe essere la configurazione delle cose a venire, perché conosciamo la logica senza scrupoli della crescita esponenziale".

Nel tweet: "Ci siamo trovati di fronte a una scelta molto difficile. Possiamo semplicemente continuare con tutta la fase 4 il 21 giugno anche se c'è una reale possibilità che il virus sia più veloce dei vaccini e che ci siano altre migliaia di morti che altrimenti si sarebbero potute evitare. Oppure... 1/4".

L'annuncio di Johnson è stato accompagnato da una protesta a cui hanno aderito centinaia di persone, confluite a Downing Street. La rimozione del blocco era attesa per il 21 giugno. Le limitazioni sul numero di persone ammesse in pub, ristoranti, cinema e agli eventi sportivi resteranno dunque in vigore. Chiusi locali notturni e discoteche.

La variante Delta, apparsa per la prima volta in India, è ora dominante nel Regno Unito, il Paese che ha subìto più morti in Europa per la pandemia, con quasi 128.000 decessi.

Dopo un lungo blocco invernale e una vigorosa campagna di vaccinazione, il governo aveva gradualmente rimosso le restrizioni. Tuttavia, le nuove infezioni hanno cominciato ad aumentare nuovamente e superano i 7.000 nuovi casi al giorno.