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Covid, la corsa ai booster che non piace all'Oms

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Di Eloisa Covelli
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Covid, la corsa ai booster che non piace all'Oms
Diritti d'autore  Frank Augstein/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

Il Regno Unito segna il triste record di 100mila casi di Covid in un solo giorno. Questo non significa che siamo ai numeri della prima ondata, dato che all'epoca i tamponi non erano così diffusi, ma certo è un dato che fa riflettere.

In Francia le vaccinazioni non si fermano neanche sotto Natale, sia per gli adulti che per i bambini sopra i 5 anni. Il paese sta combattendo con la quinta ondata, con la previsione che ai primi di gennaio la variante Omicron sarà predominante.

In Israele è già scoccata l'ora della quarta dose per gli over 60, i lavoratori del comparto sanitario e i pazienti fragili, che potranno riceverla a soli 4 mesi dalla terza.

Molti in Europa sostengono che sia questa la strada da seguire. "Penso che la quarta dose sia necessaria", dice il ministro della Salute tedesco, Karl Lauterbach.

Molti portoghesi stanno programmando la terza dose poco prima dei cenoni da passare in famiglia. Anche la domanda di tamponi sta crescendo. Il governo ha concesso la possibilità di avere 6 test gratis al mese, misura che verrà mantenuta almeno fino a fine anno. In Portogallo è richiesto un test negativo per accedere ai ristoranti e altri luoghi pubblici per la tutta la durata delle feste.

In Spagna viene introdotta la mascherina all'aperto a partire da venerdì, salvo nelle circostanze in cui, ci si trovi "in spazi naturali, come la montagna o una spiaggia, si sia da soli o sia possibile mantenere una distanza di almeno 1,5 metri da persone" ha spiegato il premier Pedro Sánchez.

In Italia si attendono le nuove misure restrittive del governo, che saranno annunciate il 23 dicembre, e che potranno portare a un abbassamento della durata del green pass da 9 a 6 mesi. Tra le ipotesi in campo c'è il super green pass obbligatorio per tutti i lavoratori.

L'Oms e i dubbi sui booster di massa

Questa corsa ai richiami non piace all'Organizzazione mondiale della Sanità, che sottolinea come nei paesi poveri molte persone non abbiano ancora ricevuto la prima dose. Se non ci fosse questa corsa ai booster all'inizio del 2022 ci sarebbero abbastanza dosi per gli adulti di tutto il mondo. Il 20 percento delle dosi a disposizione viene usato nei Paesi occidentali per i booster.

"Destano preoccupazione i programmi di richiamo ad ampio raggio, compresa la vaccinazione di richiamo dei sottogruppi di popolazione a minor rischio di malattie gravi - si legge nel documento pubblicato dall'Oms il 22 dicembre - L'offerta globale sta aumentando in modo significativo e si prevede che sarà sufficiente per la vaccinazione dell'intera popolazione adulta a livello globale e per il richiamo delle popolazioni ad alto rischio (come definito nella tabella di marcia, in particolare gli anziani e le persone immunocompromesse), entro il primo trimestre del 2022. Tuttavia, le proiezioni mostrano che solo più avanti nel 2022 l'offerta sarà sufficiente per un uso estensivo di booster in tutti gli adulti, e oltre, qualora fossero ampiamente necessari".

Nessun paese può assicurarsi la via d'uscita della pandemia. I booster non possono essere visti come un lasciapassare per fare festa senza nessuna precauzione.
Tedros Adhanom
direttore generale Oms

Quanto cala l'efficacia del vaccino dopo sei mesi?

"Sulla base di una recente revisione sistematica (..) - scrive l'Oms nel documento del 22 dicembre - nei quattro vaccini OMS EUL COVID-19 con il maggior numero di dati, l'efficacia del vaccino contro il COVID-19 grave è diminuita di circa l'8% in un periodo di 6 mesi in tutte le fasce di età. Negli adulti sopra i 50 anni, l'efficacia del vaccino contro le malattie gravi è diminuita di circa il 10% nello stesso periodo. L'efficacia del vaccino contro la malattia sintomatica è diminuita del 32% per le persone di età superiore a 50 anni".

Dati limitati sulle vaccinazioni eterologhe

In molti Paesi la corsa al vaccino sta spingendo anche a effettuare booster di diverse case farmaceutiche. "Poiché non è stato ancora definito alcun correlato di protezione, non è possibile prevedere con buona sicurezza le prestazioni vaccinali di questi programmi eterologhi in base alla risposta immunitaria - scrive l'Oms nel documento - I dati sull'efficacia del vaccino per una dose di richiamo vengono pubblicati da un numero crescente di paesi, ma rimangono limitati nel tempo di follow-up. (...) Gli studi di sicurezza e reattogenicità si basano su studi clinici su piccola scala e dati post-autorizzazione con follow-up limitato. Nel complesso, mostrano un profilo di sicurezza simile a quello osservato dopo la seconda dose nella serie primaria. Le autorità di regolamentazione e gli organi consultivi hanno quindi valutato un rapporto rischio-beneficio favorevole della vaccinazione di richiamo a livello individuale".