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Covid-19: al via vaccini per bambini in Portogallo e Germania, proteste 'No vax' in Polonia

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Di Euronews
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AP Photo   -   Diritti d'autore  Czarek Sokolowski/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, afferma che la variante Omicron dovrebbe essere la variante dominante entro la metà di gennaio.

"Se si guarda ai nuovi casi - dice - per raddoppiare di numero sembra bastino due o tre giorni, una cosa enorme.

Ci è stato detto che entro la metà di gennaio dovremmo aspettarci che Omicron sia la nuova variante dominante in Europa".

Per la presidente, il blocco degli Stati è ben preparato a combattere la variante, con il 66,6% della popolazione europea già completamente vaccinata.

L'isola di Madeira, intanto, ha iniziato a vaccinare i bambini tra i 5 e gli 11 anni, diventando la prima area portoghese ad andare avanti con l'inoculazione in questa fascia di età.

Lo stesso in Germania (con diverse regioni, tra cui la capitale Berlino e la Baviera) ed anche in Grecia, Italia, Ungheria e Spagna.

In Francia, inoltre, centinaia di migliaia di ultrasessantenni rischiano di perdere l'efficacia del green pass, a meno che non dimostrino di aver effettuato la terza dose, per la quale mancanno ancora all'appello circa 400.000 persone di quella fascia d'età.

Proteste in Polonia

Da oggi in Polonia entrano in vigore nuove restrizioni negli spazi pubblici.

Il Paese sta affrontando la quarta ondata della pandemia, ma in coincidenza dei buoni risultati del vaccino antivirus (che sembra essere efficace) arrivano nuove limitazioni per coloro che non possono mostrare il green pass.

Da ottobre, circa il 54% della popolazione è stato vaccinato, mentre c'è da dire che il 90% dei contagiati e il 95% dei ricoverati non sono vaccinati.

Ecco perché la nuova ondata ha condotto ad un incremento dei vaccini.

Czarek Sokolowski/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
AP PhotoCzarek Sokolowski/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

"Stiamo sperimentando il picco della vaccinazione -dice Jakub Grabski, medico - abbiamo casi di terzo richiamo ma anche di prima dose, è una giornata piuttosto lenta e oggi abbiamo più di 500 persone".

Tuttavia, la Polonia ha un nutrito movimento che si oppone ai vaccini: le recenti normative sono state accolte con insoddisfazione e hanno causato una protesta di fronte al parlamento polacco.

"Questa è una segregazione sanitaria - afferma Grzegorz Braun, deputato - una discriminazione per segregazione: il governo ha detto che avrebbe ritenuto responsabili i datori di lavoro e avrebbe imposto loro l'obbligo di questo nuovo apartheid".

I manifestanti si sono opposti all'idea di essere obbligati a mostrare prove di essere stati vaccinati.

"Sta per entrare in vigore - dice Justyna Socha, attivista - il sistema che attualmente vige in Austria, Canada e Australia, che ha portato milioni di persone nelle strade.

Più della metà dei polacchi non si è vaccinata, considerando i sieri un esperimento, pericolosi, e sotto costrizione li considera una violazione dei diritti umani fondamentali".

Secondo le statistiche, le persone che si vaccinano hanno meno probabilità di contrarre l'infezione o ammalarsi gravemente.

I medici pensano che convincere gli scettici sia possibile, ma non è stato fatto abbastanza.

"C'è ancora molto da fare in Polonia - afferma Paweł Grzesiowski, pediatra - per incoraggiare le persone indecise, probabilmente non saremo in grado di raggiungere gli antivaccinisti, ma secondo me facilmente circa il 10% dei polacchi si vaccinarebbe se li raggiungessimo”.

I servizi medici in Cina hanno segnalato il primo contagio con la nuova variante Omicron: secondo fonti accreditate, il contagiato è un cittadino polacco proveniente da Varsavia.

Sinora, invece, non si segnalano casi di questa variante in Polonia.