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Maxi processo alla ndrangheta: 70 condanne in rito abbreviato

Maxi processo alla ndrangheta: 70 condanne in rito abbreviato
Diritti d'autore  Gianfranco Stara/AP
Diritti d'autore Gianfranco Stara/AP
Di Cinzia Rizzi Agenzie: ANSA
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20 rinviati a giudizio sono stati assolti, mentre per altri due è arrivata la prescrizione

Sono arrivate le prime sentenze del secondo maxi processo della storia d'Italia: il Rinascita-Scott, che vede alla sbarra, nell'aula bunker della Corte d'Appello di Lamezia Terme, centinaia di imputati, della ndrangheta vibonese. 

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Dal procedimento con rito abbreviato sono uscite 70 condanne - da un minimo di 10 mesi a un massimo di 20 anni - 20 assoluzioni e una prescrizione. La Dda di Catanzaro, guidata dal Procuratore Capo Nicola Gratteri, aveva chiesto 85 condanne e 6 assoluzioni. "È una sentenza importante: 91 imputati, 70 presunti innocenti condannati", dice Gratteri all'uscita dall'aula. "Io non ho paura di niente e di nessuno, dico sempre quello che penso e se non posso dire la verità è perché non posso dimostrarla".

Ma questo è solo un primo tassello del maxi processo a rito ordinario iniziato a gennaio, che vede rinviate a giudizio altre 355 persone, tra politici, mafiosi e imprenditori. Un processo, secondo solo a quello di Palermo tra gli anni 80 e 90, nato da un blitz (Rinascita-Scott, appunto) di fine 2019 e che portò a oltre 300 arresti, tra boss, affiliati alle ndrine vibonesi e i loro collegamenti con il mondo istituzionale, politico, imprenditoriale e della massoneria deviata.

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