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Afghanistan: chi sono i leader dei talebani?

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Di Euronews Agenzie:  Afp
Il mullah Abdul Ghani Baradar, principale leader politico dei talebani
Il mullah Abdul Ghani Baradar, principale leader politico dei talebani   -   Diritti d'autore  Hussein Sayed/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Il funzionamento interno e l'organizzazione gerarchica dei talebani sono sempre stati in gran parte avvolti nel mistero, anche durante il loro governo dell'Afghanistan dal 1996 al 2001. Ecco un riassunto di ciò che sappiamo sul gruppo tornato al potere dell'Afghanistan dopo vent'anni di di conflitto.

Haibatullah Akhundzada, il leader supremo

Haibatullah Akhundzada è stato nominato leader dei talebani in una rapida transizione di potere dopo la morte nel 2016 del suo predecessore, il mullah Mansour Akhtar, ucciso dai droni statunitensi. Prima di salire di grado, Akhundzada era una figura religiosa di basso profilo. Si ritiene che sia stato scelto per servire più come figura spirituale che come comandante militare.

Dopo essere stato nominato leader, Akhundzada si è assicurato la lealtà del capo di Al-Qaeda Ayman al-Zawahiri, che lo ha lodato chiamandolo "l'emiro dei fedeli". Questo ha contribuito a sigillare le sue credenziali jihadiste con gli alleati di lunga data del gruppo.

Akhundzada è stato incaricato dell'enorme sfida di unificare un movimento militante che si è brevemente fratturato durante un'aspra lotta di potere in seguito all'assassinio del suo predecessore e alla rivelazione che la leadership ha nascosto per anni la morte del fondatore dei talebani, il mullah Omar. Le apparizioni pubbliche del leader si sono limitate alla diffusione di messaggi annuali durante le festività islamiche.

Il mullah Baradar, il fondatore

Abdul Ghani Baradar è cresciuto a Kandahar, il luogo di nascita del movimento talebano. Come la maggior parte degli afghani, la vita di Baradar è stata cambiata per sempre dall'invasione sovietica del paese alla fine degli anni '70, trasformandolo in un insorto. Si ritiene che abbia combattuto fianco a fianco con il mullah Omar.

I due avrebbero fondato il movimento talebano all'inizio degli anni '90, nel caos e nella corruzione della guerra civile scoppiata dopo il ritiro sovietico. Dopo la caduta dei talebani nel 2001, si ritiene che Baradar abbia fatto parte di un piccolo gruppo di insorti che ha provato a creare un canale di comunicazione con il leader provvisorio Hamid Karzai, inviandogli una lettera che delineava un potenziale accordo che avrebbe visto i militanti riconoscere la nuova amministrazione.

Arrestato in Pakistan nel 2010, Baradar è stato tenuto in custodia fino a quando le pressioni degli Stati Uniti non hanno portato al suo rilascio e al trasferimento in Qatar nel 2018. Qui è stato nominato capo dell'ufficio politico dei talebani e ha supervisionato la firma dell'accordo sul ritiro delle truppe con gli americani.

Sirajuddin Haqqani, capo della rete Haqqani

È il figlio del famoso comandante della jihad anti-sovietica, Jalaluddin Haqqani. Sirajuddin è sia il vice leader del movimento talebano che il capo della potente rete Haqqani, gruppo terroristico che è stato a lungo considerato come una delle fazioni più pericolose contro cui hanno combattuto le forze afghane e della NATO guidate dagli Stati Uniti.

Il gruppo è famoso per il suo uso di attentatori suicidi e si ritiene che abbia orchestrato alcuni degli attacchi di più alto profilo a Kabul nel corso degli anni. La rete è stata anche accusata di aver assassinato alti funzionari afghani e di tenere in ostaggio cittadini occidentali rapiti al fine di chiedere un riscatto, compreso il soldato americano Bowe Bergdahl, rilasciato nel 2014.

Conosciuti per la loro indipendenza, l'acume nella lotta e l'astuzia negli affari, si ritiene che i membri della rete sorveglino le operazioni nelle aspre montagne dell'Afghanistan orientale e abbiano una notevole influenza sul consiglio di leadership dei Talebani.

Il mullah Yaqoob, il rampollo

È il figlio del fondatore dei talebani, il mullah Omar. Il mullah Yaqoob è a capo della potente commissione militare del gruppo, che supervisiona una vasta rete di comandanti sul campo incaricati di eseguire le operazioni strategiche.

Il suo lignaggio e i suoi legami con il padre - che godeva di uno status di culto come leader dei talebani - sono usati come un simbolo potente e lo rendono una figura unificante nel movimento. Tuttavia, le speculazioni continuano a fioccare sul ruolo esatto di Yaqoob all'interno del movimento. Per alcuni analisti la sua nomina al ruolo nel 2020 sarebbe stata una semplice operazione di facciata.