ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Cha sapore ha un Bordeaux di prima qualità dopo un anno passato nello Spazio?

euronews_icons_loading
Philippe Darriet, direttore dell'unità di ricerca enologica Institute of Vines, Science and Wine (ISVV), con in mano la bottiglia di Petrus che ha passato mesi nello spazio
Philippe Darriet, direttore dell'unità di ricerca enologica Institute of Vines, Science and Wine (ISVV), con in mano la bottiglia di Petrus che ha passato mesi nello spazio   -   Diritti d'autore  PHILIPPE LOPEZ/AFP or licensors
Dimensioni di testo Aa Aa

Poco più di un anno fa, furono caricate a bordo di un cargo SpaceX 12 bottiglie di Petrus e 320 tralci di vite. Le bottiglie avrebbero trascorso 14 mesi a borso della Stazione spaziale Internazionale. I tralci 10 mesi.

Dal suo ritorno, il grand cru è all'analisi dell'Istituto di Scienze della vite e del vino di Bordeaux.

Obiettivo: vedere come è invecchiato in assenza di gravità, in particolare senza ossigeno.

Buone notizie: il vino spaziale non ha nulla da invidiare all'originale, come spiega Jane Anson, scrittrice esperta di vini per The Decanter: "Entrambi sono assolutamente magnifici, ma a seconda del colore, quello rimasto sulla Terra è un po 'più chiuso, un po' più tannico, più giovane. Nel vino che ha viaggiato nello spazio i tannini si sono ammorbiditi, spicca di più l'aroma floreale. "

Lo Château Pétrus è uno dei vini più celebrati e costosi del mondo. La zona di produzione è Pomerol, che si annida accanto a St. Emilion, sulla riva destra di Bordeaux.

"Non è stata mandata sulla ISS una bottiglia qualsiasi, ma una una bottiglia di Château Pétrus 2000", dice Philippe Darriet, capo enologo e presidente di ISVV (Istituto Scientifico della Vite e del Vino) di Bordeaux. Una bottiglia normalmente costa sui 5mila euro.

I risultati dell'esperimento sono stati resi pubblici mercoledì. "Il motivo principale per andare nello spazio era capire come funziona il processo di invecchiamento e come possiamo influenzarlo. L'unico modo per scoprire il ruolo di alcune sostanze è ottenere condizioni in cui è possibile escluderne il funzionamento, come ad esempio l'ossigeno", dice il dottor Michael Lebert, un biologo spaziale che ha contribuito a progettare l'esperimento.

L'enologo Franck Dubourdieu è meno sicuro dei risultato di Jane Anson. "Non è stato facile, non sono sicuro di aver colto bene. Sono sincero. È stato difficile", dice.

Perché i due vini potrebbero avere un sapore diverso?

Quando si travasa un vino, lo si fa roteare nel bicchiere o lo si degusta in bocca, emettendo quei rumorini che molte persone guardano con ammirazione nei ristoranti, non si fa altro che accelerare l'ossidazione del vino, aprendolo e istigando una reazione chimica.

Il biologo spaziale Lebert spiega meglio: "In condizioni normali, sulla Terra, al suolo, abbiamo un apporto limitato di ossigeno, ma abbiamo sempre il fenomeno della convezione, e questa convezione fa sì l'ossigeno si mescoli. Quindi c'è quasi sempre la stessa concentrazione di ossigeno. Questo dà loro modo di ottenere tutti i tipi di reazioni chimiche, che si traducono in invecchiamento e ossidazione, ovvero in sostanze ossidanti che ne cambiano il gusto".

"Nello spazio, senza gravità, questa convezione non avviene.

Come si può migliorare la vinificazione sulla Terra?

I risultati preliminari della degustazione di mercoledì mostrano differenze di colore, gusto e aroma tra il vino spaziale e quello terrestre.

Capire come la gravità e l'ossigeno influenzino il processo di invecchiamento potrebbe permettere ai produttori di invecchiare i vini più velocemente.

Tutto si inserisce nell'ambito di uno sforzo a lungo termine per rendere le piante sulla Terra più resistenti ai cambiamenti climatici e alle malattie, esponendole a nuovi stress.

"Quando si espone il vino, quando si espongono le cellule, le piante ad un ambiente senza gravità... si crea uno stress tremendo su qualsiasi specie vivente, e questo stress accelera una parte della progressione naturale", dice Nicolas Gaume, CEO e co-fondatore Space Cargo Unlimited.

"L'idea è che ciò che è in grado di resistere allo stress, la mancanza di gravità, sarà meglio attrezzato, più resiliente di fronte a stress come il cambiamento climatico, che porta a terreni più salati a causa del minore contenuto di acqua, oltre che a variazioni di temperatura più elevate".

E che è successo ai tralci di vite nello spazio?

Ma l'esperimento non riguardava solo le bottiglie già sigillate. Il carico spaziale includeva anche i tralci di vite. Ebbene, non solo sono sopravvissuti tutti al viaggio, ma sono cresciuti più velocemente delle viti sulla terra, nonostante luce e acqua siano più limitati nello spazio.

Alcune delle viti hanno iniziato a fiorire appena tre o quattro settimane dopo il ritorno sulla Terra.

Gli scienziati hanno in programma di effettuare altri test per determinare i cambiamenti durante il viaggio a gravità zero.

I viticoltori perdono continuamente raccolti a causa di parassiti e muffe. Stephanie Cluzet, a capo della squadra dei ricercatori dell'Istituto di Scienze della vite del vino, ci racconta come procederanno ora gli studi: "Ora sfideremo queste piante, per vedere come reagiscono a diversi parassiti, ad esempio la muffa, che è molto problematica. Sicuramente testeremo anche la fillossera, altro grosso problema per la vite. E esamineremo anche se le capacità idriche delle piante vengono modificate con il potenziale obiettivo di avere una migliore resilienza rispetto alla siccità. "

AP Photo
Stephanie Cluzet dell'ISVV con i tralci di vite in mano: a sinistra quello che ha passato un anno in orbitaAP Photo

"Speriamo che le piante tornate (dalla ISS) possano aver acquisito delle caratteristiche diverse (dalle viti terrestri), questo è l'obiettivo della nostra ricerca", continua Cluzet.

Per i vitigni Merlot e Cabernet Sauvignon la posta in gioco è maggiore: scoprire se l'assenza di gravità, che ha messo a dura prova le piante, ne ha modificato le caratteristiche e le ha rese più resilienti.

Capire come le piante crescano al di fuori dell'atmosfera terrestre potrebbe aprire la strada alla viticoltura e alla vinificazione nello spazio. Ma anche a migliorare le pratiche agricole qui da noi.

Il progetto è stato co-finanziato da investitori privati ma non è stata rivelata la cifra complessiva.

All'origine di questa esperienza spaziale, la start-up europea Space Cargo Unlimited, che non intende fermarsi qui. Prossima missione: testare una fermentazione a gravità zero.