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Covid: ospedali britannici a rischio collasso

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Covid: ospedali britannici a rischio collasso
Diritti d'autore  Howard Egyetem/MTI/MTVA
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Covid: regno unito sotto pressione

Covid. Ospedali a rischio collasso nel Regno Unito. La Francia accelera con le vaccinazioni. Il Presidente Mattarella: "E' un dovere e una scelta di responsabilità"

Picchi quotidiani. Regno Unito in sofferenza

Grande spiegamento di mezzi, ma rischia di non bastare. Messo alla prova della "variante inglese", il Regno Unito soffre nella sua battaglia contro il Covid. Sul finire del 2020, nuovi picchi praticamente ogni giorno, con ormai quasi 56.000 contagi e mille morti solo nelle ultime 24 ore. Già 800.000 le vaccinazioni effettuate e una corsa contro il tempo per evitare il collasso del sistema sanitario.

Qui i dati aggiornati forniti dal governo britannico

L'altolà del sindaco di Londra: "Sistema sanitario verso il collasso"

"Il sistema sanitario della nostra città è incredibilmente sotto pressione - ha messo in guardia il sindaco di Londra, Sadiq Kahn -. Già in tempi normali gennaio e febbraio sono i mesi di maggiore affluenza negli ospedali. A maggior ragione temiamo quindi un ulteriore aumento dei contagi. Il messaggio più importante è quindi restare a casa". Di fronte alla saturazione delle strutture sanitarie, contee come l'Essex hanno già sollecitato l'intervento dell'esercito, per l'allestimento di ospedali da campo.

Francia verso una stretta del coprifuoco. E si accelera con le vaccinazioni

Resta alta la guardia anche in Francia, che accelera le vaccinazioni del personale sanitario over 50 e si prepara ad anticipare il coprifuoco alle diciotto, in una ventina di dipartimenti dell'est del Paese. gli Stati Uniti mancano l'obiettivo annunciato dei 20 milioni di dosi somministrate entro la fine del 2020. Corrono invece i ricoveri, per il 13° giorno consecutivo oltre la barra dei 100.000 e con la variante inglese ormai segnalata in California e Colorado.

Pechino: "Via libera al vaccino cinese"

Lentezze e difficoltà, a cui la Cina replica volendo mostrarsi virtuosa. Senza ulteriori dettagli, Pechino parla di tasso d'efficacia pari a quasi l'80% e dà un primo via libera al vaccino prodotto dalla locale Sinopharm.