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Nagorno-Karabakh: l'Azerbaigian posticipa al 25 novembre il ritiro armeno dal distretto di Karvachar

Di Cristiano Tassinari  & Anelise Borges Agenzie:  AP, AFP
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L'ultimo saluto a un soldato armeno ucciso durante il conflitto militare in Nagorno-Karabakh
L'ultimo saluto a un soldato armeno ucciso durante il conflitto militare in Nagorno-Karabakh   -   Diritti d'autore  Sergei Grits/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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L'Azerbaigian ha accettato di prorogare fino al 25 novembre la scadenza per il ritiro dell'Armenia dal distretto di Karvachar(Kalbajar in lingua azera) nell'ambito dell'accordo di pace che ha posto fine a una guerra di sei settimane (44 giorni) sulla regione separatista nel Nagorno-Karabakh.

L'Armenia avrebbe completare il suo ritiro da Karvachar (Kalbajar) proprio il 15 novembre. Il calendario per il ritiro armeno dalla regione di Aghdam il 20 novembre e dal distretto di Lachin entro il 1° dicembre rimane invariato.

Accordo mediato dalla Russia

Una parte fondamentale dell'accordo di pace mediato dalla Russia comprende il ritorno all'Azerbaigian di Karvachar (Kalbajar) e degli altri due distretti nelle prossime due settimane e mezzo.
Si tratta di territori detenuti dai separatisti armeni in seguito alla guerra che si è conclusa nel 1994.

L'accordo include il dispiegamento di 2.000 soldati russi nella regione. I primi 200 sono arrivati in Armenia dopo l'annuncio della tregua.

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Mezzi militari russi a Step'anakert, nel Nagorno-Karabakh.AP

Sotto la supervisione russa, tra le due parti - armeni e azeri - è già avvenuto lo scambio dei corpi di un numero imprecisato di soldati morti.

I veri vincitori: Aliyev ed Erdoğan

Il vero vincitore è il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev. E il miglior amico dell'Azerbaigian è il leader turco Recep Tayyip Erdoğan, che ha sostenuto l'azione militare di Baku.

La Turchia ha ottenuto il massimo possibile: in una fase di grandi difficoltà economiche, è un risultato molto importante per Erdoğan.

Ora, probabilmente, Ankara costruirà nuovi rapporti anche con la Georgia, accrescendo la sua presenza nel Caucaso Meridionale.

Yerevan prega per i soldati

Sabato sera, i residenti della capitale armena Yerevan hanno acceso candele in Piazza della Libertà, in memoria dei militari uccisi nel conflitto del Nagorno-Karabakh.

Secondo il governo armeno si tratta di 2.317 soldati uccisi in sei settimane di combattimenti con l'Azerbaigian per la regione contesa.

L'esercito di Baku non ha mai rivelato dettagli sulle sue vittime militari, ma il costo umano complessivo dei combattimenti dovrebbe essere molto più alto di quanto riportato ufficialmente.

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato venerdì che il numero di morti nel conflitto è stato superiore a 4.000 e che circa 8.000 persone sono rimaste ferite.

Secondo stime non ufficiali, almeno 143 civili sono morti nei combattimenti.

Dmitry Lovetsky/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
A Yekhetnut, nel Nagorno-Karabakh, si prendono le proprie poche cose e si abbandonare la casa.di una vita.Dmitry Lovetsky/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved

La fuga da Step'anakert

Da giorni gli abitanti armeni riempiono le strade della regione, per una caotica fuga dalla terra che gli azeri ora reclamano.

Step'anakert, capitale dell'autoproclamata Repubblica dell'Artsakh, è parzialmente distrutta e ci vivevano 55.000 persone fino a poco tempo fa. Fino a quando non è arrivato l'ordine di evacuazione, con la guerra per la contesa del Nagorno-Karabakh, che si era pericolosamente avvicinata alla città che gli azeri chiamano invece Khankendi.

Non tutti però hanno accettato di lasciare le proprie case. Come un'anziana donna, alla quale abbiamo chiesto perché è ancora qui: "Dove altro potrei stare? Sono a casa mia", ci ha risposto. "Nessuno può dirmi niente".

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Il cimitero di Step'anakertEuronews

Attraversando il cimitero di Step'anakert si capisce il prezzo elevato che l'Armenia ha pagato per questo conflitto. Secondo Yerevan, oltre 2.300 soldati hanno perso la vita in sei settimane di combattimenti. A fianco di coloro che sono morti quest'autunno, ci sono i caduti nei conflitti del passato.

Una tregua difficile da accettare

Anche se l'esercito armeno era meglio addestrato, quello azero poteva contare su un importante supporto esterno, in particolare fornito dalla Turchia e dalla Coalizione nazionale siriana.

Ma per alcuni la tregua è stata difficile da accettare: "Avremmo vinto... avremmo potuto vincere", dice ai nostri microfoni un sergente dell'esercito di Yerevan. "Ci serviva solo un po' di sostegno o di aiuto. La gente di questa piccola città stava combattendo contro l'Azerbaigian, la Turchia... terroristi di diversi Paesi".

44 giorni di incessante violenza hanno significato nuove cicatrici, per una città che aveva già sofferto abbastanza. Ora la domanda per molti a Step'anakert e in altre parti della regione è a quale tipo di normalità porterà questa tregua e quanto durerà.

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Un'anziana donna armena, con le borse piene delle sue cose, sta per abbandonare la sua casa.AP

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