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Grecia-Turchia: alle tensioni si aggiunge uno scontro navale nell'Egeo

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Grecia-Turchia: alle tensioni si aggiunge uno scontro navale nell'Egeo
Diritti d'autore  AP/Török Védelmi MInisztérium
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Si complica ancor di più la strategia delle alleanze nel Mediterraneo orientale, mentre la Turchia punta con mire espansionistiche ai giacimenti di gas in acque greche (che non riconosce come tali).

Battaglia navale?

Una collisione tra navi da guerra dei due Paesi si è verificata nelle acque ad est dell'isola di Rodi.

Secondo la versione turca, la fregata greca Limnos ha compiuto una manovra di disturbo nei confronti della nave da esplorazione turca Oruc Reis, all’interno della Zona economica esclusiva ellenica non riconosciuta da Ankara.

A tal punto, la nave turca di scorta Kemal Reisavrebbe urtato la fregata greca, danneggiandola.

La versione di Atene, invece, riferisce di una collisione dovuta ad un errore di manovra della nave turca, maggiormente danneggiata.

I rinforzi transalpini

Macron, intanto, ha deciso di mandare i rinforzi militari ad Atene, navi e caccia e da qui il Primo Ministro ha caldamente ringraziato.

Il braccio di ferro tra Parigi ed Ankara, alleati nella NATO preoccupa il Pentagono mentre né turchi né greci cedono di un millimetro.

Per la diplomazia sono ore convulse: il Ministro degli Esteri greco è in tour mentre a Bruxelles è stato convocato un consiglio straordinario dei ministri degli esteri per questo venerdì, vista la gravità del momento.

La Francia rinforzerà temporaneamente la sua presenza militare nel Mediterraneo orientale: lo ha annunciato Emmanuel Macron, che in una serie di tweet ha espresso la sua preoccupazione per le crescenti tensioni tra Grecia e Turchia sui diritti esplorativi in acque ricche di gas naturale.

Il Presidente francese ha puntato il dito contro Ankara: "Le decisioni unilaterali della Turchia provocano tensioni. Devono spegnersi per permettere un dialogo pacifico tra Paesi vicini e alleati NATO", ha scritto Macron.

La Francia è già presente militarmente nella zona con alcuni caccia nella base militare cipriota di Paphos.

La situazione è precipitata con l'avvio di ricerche sismiche nel Mar Egeo sud-orientale da parte di una nave esplorativa turca, scortata da una flotta della marina militare.

Un'iniziativa condannata dal Premier greco, Mitsotakis, che ha sottolineato come la presenza di così tante navi militare in un'area così piccola aumenti i rischi di un incidente.

La diplomazia greca lavora da giorni su più tavoli: Mitsotakis ha sentito telefonicamente il Presidente egiziano, Al-Sisi.

Entrambi hanno espresso la volontà di ratificare al più presto l'accordo sui confini marittimi su cui è stata raggiunta l'intesa qualche giorno fa, una mossa che ha il chiaro obiettivo di contenere le ambizioni turche.

Settimana piena per il Ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias: dopo il faccia a faccia in Israele con il Premier, Benjamin Netanyahu, a Vienna incontra ora il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo.

Da parte sua, il Presidente turco, Recep Tayip Erdogan, intervenendo a una riunione dell'AKP, ha incolpato Atene e Nicosia dell'escalation diplomatica e ha annunciato che a breve farà il punto della situazione con Angela Merkel, impegnata in una difficile opera di mediazione.