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Come si sono comportati i britannici durante il lockdown, hanno fatto meglio degli italiani?

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Come si sono comportati i britannici durante il lockdown, hanno fatto meglio degli italiani?
Diritti d'autore  Frank Augstein/The Associated Press
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Il 4 luglio oltremanica riaprono bar, ristoranti e parrucchieri. Sono passate 12 settimane da quando il premier britannico ha annunciato le drastiche misure che hanno cambiato la vita oltremanica, cambiando radicalmente la vita di tutti.

Ma come sono andate queste settimane di lockdown oltremanica?

L'abbiamo chiesto alla scrittrice Simotta Agnello Hornby, siciliana, che vive Londra da quando si è sposata.

Headless-chicken

E non ci ha sorpreso quando ci ha confessato di aver vissuto il lockdown con curiosità. Immersa nella scrittura del seguito di ‘Caffè amaro’ il confinamento non le è pesato più di tanto.

NICCOLO' CARANTI /NICCOLO' CARANTI

“Ero curiosa di vedere come gli inglesi si comportassero, di fronte alle file, per esempio, al divieto di andare nei parchi”.

Ed è stato un macello, ci dice “nessuno porta la mascherina, al parco si va comunque”. La confusione regna sovrana. Anche andare dal medico di base è un’avventura “e il mio medico mi conosce da anni, eppure la trafila è inimmaginabile e solo per fare la ricetta di una medicina”.

Al di qua della Manica non l’avremo mai sospettato. O forse sì, dopo le piroette del premier Johnson.

“Ah Johnson, ti cita Tacito per confonderti, ma gratta gratta non c’è niente”.

L’Inghilterra ai tempi di Covid, per Simonetta Agnello Hornby è riassumibile con l’immagine dell’headless-chicken: “E’ come un pollo cui si taglia la testa e che continua a dimenarsi per via delle terminazioni nervose”. Ma poi aggiunge: “L’Inghilterra è un Paese di ribelli e d’altra parte la storia inglese è una storia violenta. Arriva però un momento in cui gli inglesi obbediscono”.

Sarà il momento in cui sopravviene la crisi definitiva dei nervi del gallo decapitato, immaginiamo noi.

Se la gestione della crisi da parte di Downing Street non arriva alla sufficienza, quella italiana per la scrittrice siciliana – ha esacerbato la sovrapposizione di un piano regionale e uno nazionale che lei non riesce a concepire: “Sono sempre stata ostile a un sistema di governi regionali, in questi mesi più che mai".

E la contrapposizione, in alcuni casi, tra Regioni e governo centrale "è stato uno spettacolo imbarazzante”.

Saprà la scrittrice che qualche anno fa si cercò di semplificare la struttura statale eliminando le province e che sulla carta sembrava cosa fatta ma concretamente pare proprio di no?

Sarà forse che gli italiani restano dei galli, tout court? Scherzi a parte, una cosa che veramente ha scioccato Simonetta è lo scandalo della morti per covid nelle case di riposo, nel Regno Unito come in Italia.

Gli anziani e lo scandalo Rsa

“Le, tristemente, famose Rsa, che qui sono cominciate a svilupparsi 40 anni fa, forse sono più recenti in Italia”.

Le case di riposo per anziani sono uno scandalo della nostra società e le morti per Covid sono state il vero choc della pandemia
Simonetta Agnello Hornby

L’Italia che da ragazzina lei si lasciò alle spalle, curava i propri anziani, li teneva stretti come un filo della coscienza che univa tutti in un girotondo collettivo - permettendo di chiudere il cerchio - “vivevano in casa con i figli, con i nipoti. Le case di riposo per anziani sono uno scandalo della nostra società”.

Altra cosa sorprendente è stato l’agire in ordine sparso dell’Europa, “ormai qui d’Europa non se ne parla quasi più, essendo Londra fuori dall’Unione europea, ma il fatto che non ci fosse integrazione dal punto di vista sanitario tra i vari Stati membri dell’Unione mi ha profondamente colpito”.

E la Brexit?

“Mi auguro che quest’esperienza possa unire i vari Paesi, come solitamente avviene di fronte alle grandi tragedie. Vivo di speranze, anche se non sono un’ottimista (l’ottimista è un grullo, così come il pessimista). Sono convinta che la pandemia ci darà la possibilità di migliorarci. Ci sarà un’ampia ricerca sulle minoranze etniche, per esempio. Ci dovranno pur dire perché ci sono stati più malati tra i neri, per esempio. E ancora spero che la ricerca venga indirizzata per combattere la povertà, mi chiedo perché le risorse di cui disponiamo non vengano distribuite in modo più equo”.

Ha avuto paura per sé stessa?

“No assolutamente no, ho 74 anni, non ho paura di morire, vorrei non soffrire, questo sì”.

L'annuncio del premier britannico martedì 23 giugno

Il premier Boris Johnson alla Camera dei Comuni ha spiegato che si tornerà a bere la birra, a mangiare fuori e ci si potrà tagliare i capelli a partire dal 4 luglio.

"Signor Presidente, posso dire alla Camera dei Comuni, posso dire all'Assemblea che riapriremo anche ristoranti e pub. All'interno il servizio sarà limitato al tavolo, quanto è attesa una pinta di birra così anche un taglio dei capelli, cosa che aspetto anch'io, quindi riapriremo i parrucchieri, con le dovute precauzioni".

Riapriranno anche i campeggi a condizione che le strutture in comune come i servizi igienici siano sanificati di continuo. Invece, per palestre, piste da bowling e parchi acquatici, si dovrà aspettare ancora.

La regola del distanziamento sociale di due metri sarà ridotta a un metro, ma le persone dovrebbero comunque rimanere a due metri di distanza dove possibile,

Il bilancio delle vittime del coronavirus nel Regno Unito ha superato i 54.000 morti. Oltre 48 mila si sono verificati in Inghilterra e Galles. Le regole del lockdown valide per Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord variavano di poco da Stato a Stato.