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Regno Unito, il consigliere viola le regole: bufera su Johnson

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Di Stefania De Michele
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Il consigliere di Boris Johnson, Dominic Cummings
Il consigliere di Boris Johnson, Dominic Cummings   -   Diritti d'autore  AFP

Le regole, tanto più se a tutela della salute pubblica, valgono per tutti.
Così pretende l'opposizione in Gran Bretagna.
Protagonista dell'eccezione che conferma la regola è Dominic Cummings, uno dei più influenti consiglieri di Boris Johnson: una settimana dopo che il governo aveva imposto restrizioni ai movimenti e meno di due giorni dopo che Johnson era risultato positivo al coronavirus, Cummings si era spostato a Durham dai genitori. 400 chilometri in macchina per andare dai genitori.

La difesa del premier Johnson: "Ha seguito l'istinto del padre"

"Ho avuto lunghe conversazioni faccia a faccia con Dominic Cummings e ho concluso che viaggiare per trovare il giusto tipo di assistenza per il figlio nel momento in cui sia lui che la moglie stavano per essere inabilitati dal coronavirus e perciò senza alternative, vuol dire seguire l'istinto di ogni padre e di ogni genitore. E non lo biasimo per questo", ha detto il premier britannico, Boris Johnson.

Il laburisti: "Cummings doveva essere licenziato"

Ma le opposizioni hanno espresso indignazione per il fatto che Cummings abbia infranto regole severe. Norme che per mesi hanno impedito ai britannici di visitare parenti anziani o in punto di morte.
Secondo Keir Starmer, esponente britannico del partito laburista, "questa vicenda è stata un test enorme per il primo ministro, e l'ha fallito. Non ha licenziato Dominic Cummings. Non ha chiesto un'indagine e sta trattando il popolo britannico con disprezzo".

Cummings, uno degli architetti della campagna di successo della Brexit, figura controversa della destra britannica, si è difeso dicendo di aver agito in manier ragionevole e legale.