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Covid 19: viva i carboidrati, scoppia la febbre da panificazione in casa

Covid 19: viva i carboidrati, scoppia la febbre da panificazione in casa
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Sarà perché il pane affonda le sue radici nella notte dei tempi. Già nella ''Repubblica" di Platone, opera filosofica in forma di dialogo, si leggeva Socrate illustrare le condizioni in cui avrebbero vissuto gli abitanti della città ideale, che "per nutrirsi avranno farine d'orzo e di frumento, le cuoceranno nei forni o ne faranno pasta: ed ecco pani e splendide focacce... e vivranno così felici".
Sarà perché il pane, come tutti i carboidrati, stimola la produzione di serotonina in grado di migliorare l’umore.
Sta di fatto che, in tutta Europa, i cittadini confinati a causa di Covid 19 stanno trasformando le loro cucine in panetterie amatoriali.
Tutto di bene ci sarebbe se non fosse diventato sempre più difficile trovare la farina nei negozi e nei supermercati: una possibile ragione è l'interruzione delle catene di approvvigionamento, causata dall'isolamento; l'altra ragione risiede nella 'febbre da panificazione' che ha investito l'Europa in isolamento. Prova ne è anche il fatto che, in tutto il mondo, le ricerche su Google per le ricette di pane e i consigli per la cottura sono in aumento, e questo sta trasformando i prodotti da forno in beni di consumo preziosi.

Salgono ovunque le quotazione della farina in tempi di Covid 19

Il governo spagnolo ha recentemente riferito che le vendite di farina sono quadruplicate, durante la terza settimana del blocco Covid 19 del Paese.

Nel Regno Unito, i produttori di farina hanno raddoppiato la produzione, ma stanno ancora cercando di soddisfare la domanda complessiva.
In Francia, le vendite di farina sono aumentate di circa il 140%.

La cucina e la cottura al forno sono note per i loro effetti confortanti e antistress. Il pane, soprattutto la pasta madre, richiede pazienza, conoscenza e una buona dose di abilità. Ma quando riusciamo a produrre una pagnotta decente con solo farina, acqua e sale, come i nostri antenati, diventa un motivo di orgoglio.
Abbiamo chiesto a due sostenitori del pane di lunga data e a due maestri panettieri - l'australiano Dan Lepard e lo spagnolo Iban Yarza - cosa ne pensano dell'attuale, globale, mania panificatrice e delle possibili ragioni di un boom così evidente.

Dan Lepard | "L'isolamento sta migliorando le nostre capacità per la vita".

(Oltre a essere un panettiere, Lepard è uno chef, un autore e un presentatore televisivo. Ultimamente è stato inondato di messaggi e richieste di consigli da parte di persone che si scoprono amanti dell'attività al forno e ai fornelli).

"Cuocere il pane offre potenzialmente un alleviamento dello stress, se si inizia l'attività in maniera semplice e si continua fino ad ottenere un risultato soddisfacente. È una piccola declinazione dei processi di "terapia cognitivo comportamentale", che rafforza le capacità di risolvere i problemi in maniera meno compulsiva.

Tuttavia, la crisi del coronavirus ha messo in evidenza quante siano persone che non hanno alcuna dimestichezza con le attività in cucina. Eppure, nonostante questo, sono pronte a comprare tutta la farina e il lievito possibili e, in qualche modo, a provarci.
Improvvisamente ricevo messaggi, foto, domande ogni ora del giorno su Twitter, Instagram, Facebook. E molti sono in preda al panico perché si sono resi conto di essere fuori di sé quando si tratta di cuocere una semplice pagnotta. La vita moderna ci ha incoraggiato a credere che le cose semplici della vita - come cuocere il pane - devono essere intrinsecamente facili, altrimenti le stiamo facendo male".

Spero che questo prolungato periodo di isolamento incoraggi le persone a guardare al lavoro manuale e alle competenze con più rispetto
Dan Lepard

Molti rimbalzeranno dunque su tutti i link di google per trovare la ricetta che rende facile questo compito apparentemente semplice. Si sentono frasi come "beh, la cottura del pane deve essere facile, mia nonna lo faceva ogni settimana e non aveva alcuna istruzione": di per sé un'affermazione negativa, che dimostra quanto poco conosciamo delle abilità e competenze manuali.

Spero che questo periodo ci porti una maggiore consapevolezza: anche se non ne usciamo immediatamente con una ritrovata capacità di cuocere il pane o rammendare i vestiti o anche pulire le nostre case, spero che saremo sulla strada giusta per capire come possiamo essere migliori nella nostra vita di tutti i giorni".

La richiesta di suggerimenti a Lepard su Twitter e una delle sue risposte sulla farina da usare: " Dipende da quello che stai facendo: le focacce possono essere buone amche con farina di minore qualità (le delicate & memorabili con una più appropriata)"

Iban Yarza | "Il pane è un posto sicuro a cui tornare".

(Yarza è anche un autore, e insegna la cucina tradizionale. Crede che il passaggio alla panificazione in tempi di incertezza sia un ritorno istintivo alle radici della civiltà).

"Il pane c'è sempre stato. È in realtà al centro della nostra cultura - uno dei fondamenti della civiltà occidentale, per come la intendiamo noi.
Tuttavia, ultimamente, la gente è stata piuttosto diffidente nei confronti del pane. Sembra che il grano e la cottura al forno siano considerati da molti come superflui, pericolosi o addirittura un veleno da evitare (con tutta la dieta e la follia senza glutine).

È davvero interessante scoprire come, in questi momenti di incertezza, le persone tornino al pane, come una certezza e un luogo di conforto. Seguo con curiosità la caccia alla farina e al lievito.
Sono interessato a come le persone che non hanno mai pensato di cucinare si sono convinte a fare il pane in casa.

Nel tweet: "Che emozione, immagini e immagini piene di emozioni nel #reretocucharilla. La maggior parte inizia con queste parole magiche: il mio primo pane a lievitazione naturale. Mi commuovvo mentre guardo le foto. Ricordo l'emozione del mio primo pane. 5.05.2005 Quel momento"

Sono sicuro che alcuni di loro lo fanno per motivi di sicurezza (per non uscire di casa, o per non comprare il pane che altri hanno toccato). Ma sono anche sicuro che il pane stia giocando il suo ruolo magico in maniera anche simbolica, come ha fatto per più di dieci millenni.
Che siate credenti o meno, credo che ci sia una nozione inconscia del pane come qualcosa di più del cibo. Forse ne avranno sentito parlare dalla nonna, o forse ne avranno letto, o forse non ne sono nemmeno consapevoli. Ma penso che molte persone considerino il pane come un luogo sicuro in cui tornare.

Condividiamo tutti una pagnotta comune, così come condividiamo una cultura comune
Iban Yarza

Tutti noi abbiamo piatti speciali per occasioni speciali. Il cibo, come materia che ci ha tenuto in vita fin dagli albori della vita, ha uno status unico nel modo in cui guardiamo il mondo. Prendete l'umile patatas a la riojana, un classico stufato spagnolo a base di patate e salsicce. Il giorno in cui è morta mia nonna, uno dei miei zii ha portato tutta la famiglia a casa sua e ha cucinato un'enorme pentola di patatas a la riojana. Tutti noi abbiamo condiviso quello stufato caldo e sostanzioso, in cerca di conforto e sollievo.

Penso che il pane stia giocando quel ruolo per molte persone, in questi giorni. Ci sono persone che cucinano per la prima volta, ci sono persone che cucinano con le loro famiglie. La sensazione che ne traggo è che condividiamo tutti una pagnotta comune, nello stesso modo in cui condividiamo una cultura comune.

Mi piacciono le parole. Mi piace il significato delle parole e anche il modo in cui le parole cambiano il loro significato nel tempo. Per molte persone in Spagna pan (pane) è sinonimo di cibo, ma anche di grano e campi. Un contadino delle pianure castigliane che si prende cura dei suoi campi di grano chiama i campi solo "pan". Quando auguriamo a qualcuno buona fortuna nel modo più semplice, desideriamo solo che non rimanga mai a corto di "pan" (pane).

Penso che stiamo tornando al pane come a quel posto speciale. Quando torneremo alla nostra vita normale, spero che questo movimento ci aiuti a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza del pane e delle persone che garantiscono e cucinano il nostro pane quotidiano".