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Coronavirus: Giappone tra le polemiche, per la gestione della Diamond Princess

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Coronavirus: Giappone tra le polemiche, per la gestione della Diamond Princess
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I passeggeri evacuati dalla nave da crociera Diamond Princess sono arrivati a Hong Kong, dove passeranno diversi giorni di quarantena, per scongiurare che abbiano contratto il Covid-19. Intanto continuano a piovere critiche al Giappone, per come ha gestito la situazione. Un esperto sanitario nipponico, che ha visitato la Diamond Princess al porto di Yokohama, ha detto che la situazione a bordo è "completamente caotica". "Alcuni membri dell'equipaggio avevano la febbre, si sono quindi recati al centro medico, indossando una mascherina. Ma tra la cabina e il centro non è stata assicurata alcuna protezione", dichiara Kentaro Iwata, Professore di malattie infettive al Kobe University Hospital.

Hanno superato quota 600 i casi di contagio sulla nave - tra cui c'è anche un italiano di 73 anni - e si contano le prime due vittime; sono due anziani giapponesi, un uomo di 87 anni e una donna di 84, con patologie preesistenti. 29 persone, invece, sarebbero in gravi condizioni. Ma facendo sbarcare prima i passeggeri, si sarebbe potuta contere la diffusione del virus? "Tenere a bordo circa 3.700 persone era appropriato, perché a terra non era disponibile un centro di quarantena abbastanza grande da accoglierle", spiega il professor Shigeru Sakurai.

Non tutti i passeggeri che hanno già lasciato la nave, sono però stati messi in isolamento e si teme che alcuni di loro possano essere portatori del virus.

AP Photo/Eugene Hoshiko
La Diamond Princess in quarantena a Yokohama, GiapponeAP Photo/Eugene HoshikoEugene Hoshiko

L'epidemia rallenta

Nel frattempo l'epidemia sembra rallentare. I nuovi casi confermati nella giornata di mercoledì sono stati solo 394 (oltre 75.000 il totale dei contagiati), il dato più basso dallo scorso 25 gennaio. Le vittime del nuovo coronavirus sono invece ormai 2.128. "Gli sforzi messi in atto dalla Cina per controllare il diffondersi dell’epidemia stanno funzionando", ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, attribuendo un rallentamento nei nuovi casi alla "forte azione" di Pechino.

La "super untrice" sudcoreana

E se nella città focolaio Wuhan, nella provincia cinese dell'Hubei, degli ispettori in tuta protettiva vanno porta a porta per cercare di trovare ogni persona infetta, arriva notizia dalla Corea del Sud di un "super contagio", da parte di una donna, risultata positiva, che aveva partecipato a una funzione religiosa a Daegu, nel sud del Paese. La donna avrebbe trasmesso il virus almeno ad altre 15 persone, ma sarebbe entrata in contatto con un centinaio.

Lee Moo-ryul/Newsis via AP
La chiesa di Daegu, Corea del Sud, dove la "super untrice" ha contagiato almeno altri 15 fedeliLee Moo-ryul/Newsis via AP
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