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Cina, le città svuotate dal coronavirus

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La Cina adegua i suoi criteri di rilevamento del coronavirus e il numero dei contagi si impenna. Nel paese le persone infette sono più di 64.400 e le vittime superano i 1.300. Quella del Guangdong risulta essere la seconda provincia maggiormente colpita, e Hubei appare come una città senza vita, come la descrive una cittadina finlandese che ci vive da tempo: "È cambiato tutto, non riesco nemmeno a descriverlo. Ora sembra di stare in una città morta... tutto il distretto appare cosi, ogni giorno è peggio... strade vuote, mercati vuoti.. .come se non ci fosse più nessuno...."

Mentre l'OMS chiede alla Cina dati maggiormente dettagliati, le misure di prevenzione sanitaria si diffondono in tutto il paese. Controlli della temperatura anche per strada, e rispetto scrupoloso delle regole igieniche. "Per proteggerci applichiamo tutte le raccomandazioni che ci sono state date: ci laviamo spesso le mani e indossiamo le mascherine all'esterno, disinfettiamo gli ambienti ed evitiamo di andare in luoghi affollati... unica eccezione i supermercati dove andiamo a fare la spesa", spiega una cittadina russa che vive in Cina.

Una situazione difficile per tutti. Come i cinesi anche gli stranieri restano in casa per evitare il pericolo di contagi. Intanto, una società privata cinese sta testando con risultati che vengono definiti incoraggianti, una terapia basata sul plasma di persone guarite dal coronavirus. Impiegato il trattamento su dieci pazienti, si sarebbero ottenuti miglioramenti già in 24 ore.

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