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A 75 anni dall'Olocausto, il cacciatore di nazisti è ancora alla ricerca dei criminali di guerra

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A 75 anni dall'Olocausto, il cacciatore di nazisti è ancora alla ricerca dei criminali di guerra
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Il responsabile della caccia ai nazisti per il Wiesenthal Center, Efraim Zuroff, in una foto del 2011 - AP Photo/Bela Szandelsky -
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Nel giugno 2013, l'ex ufficiale di polizia ungherese Laszlo Csatary è stato incriminato per aver contribuito alla morte di 15mila ebrei, inviati nel campo di sterminio di Auschwitz nel 1944. Di anni 98, aveva trascorso la maggior parte della sua esistenza dopo la seconda guerra mondiale in Canada, lavorando come mercante d'arte.

Csatary non è mai stato processato per i crimini di cui è stato accusato: il 12 agosto 2013 è morto di polmonite in un ospedale di Budapest.

Fondamentale per rintracciare Csatary e portarlo alla sbarra è stato il Centro Simon Wiesenthal assieme al responsabile della caccia ai nazisti, Efraim Zuroff.Euronews lo ha intervistato in occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio.

Il decesso di Csatary, racconta, è solamente una delle tante frustrazioni di questo lavoro.

"Ci sono state diverse decine di azioni legali contro di loro. Ma, ad essere onesti, pochissimi sono stati effettivamente puniti. Ma penso che esporli sia probabilmente per loro peggio rispetto al carcere".

Negli ultimi quattro decenni, Zuroff ha personalmente dato la caccia e portato in tribunale decine di ex nazisti e collaboratori, da ufficiali a semplici guardie di campo passando per comandanti dei campi di sterminio. Tutti loro si erano rifatti una nuova vita dopo il 1945.

Molti hanno mentito alle autorità statunitensi e canadesi per potersi trasferire in Nord America, mentre altri sono rimasti in Europa. Se in molti casi i governi nazionali hanno contribuito a rintracciare e condannare i criminali di guerra nazisti, in altri non hanno agito abbastanza velocemente.

L'ungherese Laszlo Csatary, accusato di crimini di guerra dal Wiesenthal Center nel 2012 - AP Photo/MTI, Bea Kallos

Mancanza di urgenza

Il 22 gennaio 2020, l'americano Michael Karkoc è morto all'età di 100 anni mentre era sotto inchiesta per il suo presunto coinvolgimento in un massacro di ebrei a Chlanlow, in Polonia, nel 1944. Zuroff ha detto che le autorità americane e polacche hanno agito "con una mancanza di urgenza".

Lo scorrere del tempo deruba spesso le vittime della giustizia, ma l'allungamento dell'aspettativa di vita ha dato a Zuroff un più ampio margine di manovra per scovare i responsabibli dell'Olocausto.

"Quando ho iniziato a indagare sui criminali di guerra nazisti pensavamo che sarebbe stato uno sforzo di breve durata [...]. Com'è possibile che io sia nato nel 1948 e che stia ancora dando la caccia ai nazisti? È assolutamente pazzesco, in un certo senso".

La guardia SS 93enne, Bruno Dey, arriva in aula di tribunale ad Amburgo nell'ottobre 2019 - Daniel Bockwoldt/dpa via APDaniel Bockwoldt

"Ma il prolungamento dell'aspettativa di vita ci ha permesso di ritrovare, nei primi anni '90, persone che erano ancora in buona salute e che potevano essere processate".

Tra questi anche Bruno Dey, 93 anni, ex guardia delle SS nel campo di concentramento di Stutthof, vicino Danzica accusato di favoreggiamento nell'omicidio di 5.230 persone. Dey aveva 17 e 18 anni all'epoca dei presunti crimini.

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