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I ricordi del liberatore di Auschwitz, Ivan Martinushkin

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I ricordi del liberatore di Auschwitz, Ivan Martinushkin
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Ivan Martinushkin fu uno dei cosiddetti liberatori di Auschwitz. Tenente maggiore e comandante di compagnia delle truppe sovietiche della 60ª Armata del "1º Fronte ucraino", all'epoca aveva solo 21 anni. Oggi ne ha 96, ma i ricordi sono ancora vividi. In quanto uno dei pochi testimoni oculari di quel 27 gennaio 1945, Martinushkin ha ricevuto il premio "Custode della memoria" e ha condiviso i suoi ricordi con noi.

Dopo la battaglia, arrivammo al villaggio, lo attraversammo ed entrammo nel campo lungo tutto il perimetro. Era recintato, con del filo spinato e dietro la recinzione si vedevano degli edifici. Quando ci avvicinammo al campo, iniziarono a spararci contro. Allora chiedemmo all'Alto Comando se fosse possibile colpire gli edifici con dei cannoni, perché ci parve che gli spari arrivassero proprio da lì. Ci dissero però che dietro la recinzione c'era un campo di concentramento e ci ordinarono di non sparare, per non creare altri problemi a coloro che si trovavano in questo campo. È così che scoprimmo che era un campo
Ivan Martinushkin

Martinushkin vide le persone che erano rimaste imprigionate a Auschwitz uscire dall'inferno: "La gente era esausta, non sorrideva più, non riusciva a sorridere", ha detto ai nostri microfoni. "Si capiva solo dalla luce nei loro occhi che sapevano che erano liberi e che l'inferno era finito".

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