L'irrinunciabile espresso italiano punta al patrimonio immateriale dell'umanità

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Di Giorgia Orlandi
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L'Italia candida uno dei suoi prodotti più iconici, dopo averci già provato con la pizza. Ma cosa lo rende così unico?

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L’Italia ci riprova, sarebbe il caso di dire. Dopo la pizza due anni fa, arriva la candidatura del caffè espresso a patrimonio immateriale dell’umanità. C'era da aspettarselo: dopo l’acqua, il caffè è infattila seconda bevanda più consumata al mondo, soprattutto perché è in Italia, a Torino per la precisione, che è stata inventata la prima macchina per l’espresso.

Un'icona con fama mondiale

Un’icona del lifestyle tricolore conosciuta nel mondo che, però, racconta anche molto della cultura del paese, come spiega Ilaria Danesi, membro del Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale, che ha promosso la candidatura: "L'espresso italiano è un prodotto che si è così diffuso nel mondo e con questo progetto cerchiamo di rivendicare un po' d'identità italiana, anche molta, proprio perché l'espresso nasce dalla creatività degli italiani".

Dopo le mura domestiche, è soprattutto al bar che gli italiani preferiscono bere il caffè. Qui va preparato ad arte, come spiega Antonio Buccinnà, barista di professione da 38 anni: "C'è una parte materiale e una immateriale. Una parte è sicuramente l'esperienza e l'applicazione e l'altra, io la chiamo legata al talento naturale. Nel senso che c'è chi è portato a farlo e chi è meno portato".

Una bevanda per tutti

Insomma una miscela di tradizioni e sapori da gustare in pochissimi secondi. Bere un espresso al bar è qualcosa a cui gli italiani non possono rinunciare, è una pausa dalla vita quotidiana, ma anche una scusa per parlare di un affare o incontrarsi con un amico. Ma soprattutto è economico e questo vuol dire che è un piacere di cui possono godere tutti. "Un'adrenalina in più, mi dà una forza in più per andare a lavorare, mi fa sentire anche più giovane", spiega un cliente. "Con un buon caffé si sta meglio con gli amici, si chiacchera meglio, si vive meglio e si pensa meglio, che è una cosa che chi fa scienza come sa, perché noi beviamo tantissimo caffé", dichiara una donna.

Ma come si riconosce un espresso di qualità? Per Ilaria Danesi "si differenzia da tutte la altre preparazioni di caffé, che sono diffuse in tutto il mondo, per il fatto di avere la tipica crema".

Una lotta tutta tricolore

All'espresso italiano si è affiancata la candidatura di quello napoletano, lanciata lo scorso dicembre con una raccolta firme. L'iter è ancora lungo e l’esito non è atteso prima della fine dell'anno. Intanto le due eccellenze del Made in Italy si fanno gli auguri a distanza e che vinca il migliore.

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