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Le colline venete del Prosecco entrano nel patrimonio Mondiale Unesco

Le colline venete del Prosecco entrano nel patrimonio Mondiale Unesco
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Da ora le Colline del Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano sono inscritte alla Lista UNESCO del Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Lo ha decretato, a Baku, il verdetto del World Heritage Committee (WHC) pronunciato nell’ambito della 43esima sessione dell'UNESCO.

Una delibera unanime di 21 Stati membri del Comitato che conferma l'alta qualità della candidatura ‘Made in Italy’ delle Colline Venete, che diventano il 55esimo sito italiano tutelato dall’ONU.

L’ora del verdetto per un nuovo primato dell’Italia nel mondo ha confermato a Baku un importante successo presso l’UNESCO. Da oggi, le Colline del Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano sono ufficialmente iscritte al Registro dei siti riconosciuti “Patrimonio dell'Umanità”.

97 chilometri quadrati di rilievi vitati e di borghi caratteristici della Sinistra del Piave tra Conegliano e Valdobbiadene si sono distinti come l'ottavo sito veneto e il 55esimo sito italiano sotto l'egida dell'Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite per la Cultura, che tutela già 1092 (oggi 1093) luoghi e paesaggi 'unici' in ben 167 Paesi. L'Italia ha cosi rafforzato il proprio posizionamento, contando il maggior numero di siti iscritti nel prestigioso registro e gareggiando, per l’edizione 2019, con ben 36 siti-candidati.

Ministro Centinaio e Governatore Zaia celebrano il grande ‘SI’ a Baku

La 43esima sessione del Comitato per il Patrimonio mondiale dell’UNESCO che ha esaminato la candidatura italiana si è svolta in Azerbaijan. Composta da 21 Paesi, si è conclusa il 7 luglio con la tanto attesa iscrizione delle Colline trevigiane nella lista dei paesaggi culturali come Patrimonio dell’Umanità.

Lo hanno annunciano da Baku, a pochi minuti dalla proclamazione, il Ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, Sen. Gianmarco Centinaio e il Governatore del Veneto, Luca Zaia.

Italia coesa attorno alle Colline del Prosecco

Tra i primi a celebrare l’iscrizione ufficiale è stato il Ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi che, tramite un Tweet della Farnesina, esalta il successo appena ottenuto e afferma: "Grazie alla loro bellezza paesaggistica, culturale, agricola unica e al gran lavoro promozionale di squadra del sistema-Paese”.

Anche il Ministro dell’ambiente, Sergio Costa, si congratula per gli esiti vincenti dei lavori con l’Unesco "E’ un bel risultato le terre d’Italia. Esprimo al Ministro Centinaio e al presidente Zaia le congratulazioni per il successo a lungo atteso del dossier Prosecco".

"Ci avevamo creduto sin dall'inizio, dieci anni fa, quando demmo avvio al percorso per candidare questa porzione così unica e particolare del territorio veneto. Siamo riusciti a portare la palla in meta", ha dichiarato il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia.

La notizia diventa virale e si aggiungono i commenti positivi sui canali Facebook del Presidente del Consiglio Conte, dei Vice-Premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Un entusiasmo, scaturito della vittoria del Prosecco, particolarmente propizio a proseguire e volgere, uniti, verso nuove sfide.

❌❌❌ VITTORIA!!! LE COLLINE DEL PROSECCO DI CONEGLIANO E VALDOBBIADENE SONO PATRIMONIO DELL’UMANITÀ UNESCO ❌❌❌ #CollinedelProseccoUNESCO

Publiée par Luca Zaia sur Dimanche 7 juillet 2019

La salvaguardia e la promozione del Made in Italy continua, registrando un nuovo elemento in continuità con quelli già ottenuti con altri ‘cavalli di battaglia’, come quelli della Dieta Mediterranea, l'Arte della pizza e la Vite di Pantelleria. Anche la Coldiretti, festeggia questo momento e commenta positivamente il traguardo raggiunto dai territori premiati:. "Un'opportunità importante per quello che è uno dei vini italiani più famosi al mondo, con una produzione annua di 464 milioni di bottiglie, prodotte su oltre 24mila ettari di vigneti tra Veneto e Friuli-Venezia-Giulia".

Ministro Centinaio: “ricadute positive su economia e turismo”

“Oggi è una giornata storica per il Veneto e l’Italia intera. Le colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene sono finalmente patrimonio dell’umanità” – commenta il Ministro Centinaio da Baku - “Un grande riconoscimento che valorizza le straordinarie qualità sceniche e le tradizioni di un paesaggio culturale unico e esclusivo di una terra dalla quale nasce un prodotto dell’eccellenza del “Made in Italy”, con notevoli ricadute positive per l’economia e le attività turistiche del territorio”, esprimendo grande soddisfazione per la decisione, ormai ufficializzata, a cui si è giunti, ringraziando l’impegno delle autorità italiane che, a tutti i livelli, si sono interfacciate con l’Organizzazione delle Nazioni Unite al fine di tutelare le preziose risorse oggetto del riconoscimento. Un momento importante per tutto il comparto della Marca.

Le colline del Prosecco entrano a fare parte di un circuito mondiale di viaggiatori che privilegiano i siti UNESCO per il valore culturale dell’offerta e per la garanzia certificata di qualità. Offriranno una ricaduta positiva per il territorio e una spinta virtuosa per l’economia regionale, avvalorandone le attività di marketing e branding.

Un’attesa lunga e controversa

Si chiude, in primis per il Veneto, un lungo percorso di approvazione che, dal suo inizio, era stato segnato da qualche delusione, tra analisi dettagliate dei dossier e ispezioni. Ma che, alla fine, hanno reso onore ai paesaggi della Marca, esaltandone l'economia, non solo del quartier del Piave, ma a beneficio di tutta la Regione.

Le valutazioni, consegnate dagli esperti dell’ICOMOS (Consiglio internazionale dei monumenti e dei siti), forniscono anche 14 Raccomandazioni per il mantenimento del sito sotto l’egida UNESCO. Queste comprendono la mappa tecnica dei manufatti di architettura rurale e una precisa distinzione tra la "core zone" e la cosiddetta "buffer zone" ("zona cuscinetto"). Strumenti come questi sono utili a mitigare l’impatto ambientale degli insediamenti produttivi: dall’approfondimento del modello socio-economico in vigore, alla pianificazione della sostenibilità a lungo termine del paesaggio culturale; dall’elaborazione di un Piano Strategico per lo Sviluppo Sostenibile del turismo dell’area, allo sfruttamento di energie rinnovabili e un maggiore coinvolgimento delle comunità locali nella gestione del sito.