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Capodanno di fuoco e attesa per i francesi

Capodanno di fuoco e attesa per i francesi
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AP - David Vincent
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Non si vede ancora la luce fuori dal tunnel del caos dei trasporti pubblici in Francia. Lo sciopero più lungo della storia del Paese da 25 anni è ormai giunto al 26esimo giorno. Questo lunedì circolano solo 1 TGV su 2 e 1 treno regionale su 4.

I passeggeri sono sempre più stanchi, come spiega una giovane: "Sono sorpresa, dura da un mese. E' fastidioso per le persone che vivono qui". Fastidioso, certo, e a volte con conseguenze da non sottovalutare: "Ero così stanco che mi sono licenziato", dichiara un uomo. "Ora cerco un lavoro più vicino alla stazione. Lo sciopero ha davvero contribuito a farmi prendere questa decisione".

Siamo vicini a una soluzione?

Settimana prossima governo e sindacati torneranno a sedersi attorno a un tavolo per negoziare. Tutto ciò, prima del quarto grande giorno di proteste, in programma giovedì 9 gennaio.

Ora gli occhi sono tutti puntati su Emmanuel Macron. Dopo aver lasciato tutto nelle mani del premier Edouard Philippe per settimane, il presidente francese esce allo scoperto, in occasione del tradizionale discorso di Capodanno. E tutti si chiedono: farà un annuncio per sedare le proteste?

Mentre il sindacato riformista CFDT ha parlato prima di Natale di "discussioni costruttive", il tono della CGT si è inasprito. Domenica il segretario generale ha puntato il dito contro Matignon: "Peggiorate la situazione", ha dichiarato Philippe Martinez.

Macron nel suo discorso terrà sicuramente presente la crisi dei gilet gialli. La determinazione che mostrò durante il discorso dell'anno scorso, non aveva scoraggiato gli oppositori più combattivi e teme che la situazione possa ripetersi anche questa volta.

Un disastro economico

Le proteste pesano - e non poco - nelle tasche dei francesi. Per le società dei trasporti SNCF e RATP, il costo di un giorno di sciopero è di 20 milioni di euro per la prima e di 3 milioni per la seconda. In parole povere, hanno già perso quasi 600 milioni di euro dal 5 dicembre.

Anche hotel e ristoranti ne stanno pesantemente risentendo, soprattutto durante un periodo delicato come quello delle vacanze di fine anno. Il calo delle presenze negli hotel parigini si attesta tra il 10 e il 30%. In particolare è la clientela che viene da fuori città ad aver fatto marcia indietro, a causa della difficoltà di accesso alla capitale.

Secondo la Camera di Commercio di Parigi, le prime settimane di mobilitazione hanno portato a un calo del 30-50% dell'attività commerciale. Un anno dopo i gilet gialli, è un duro colpo e il governo ha già promesso un rinvio degli oneri fiscali.

Probabilmente bisognerà aspettare fino a febbraio per conoscere l'esatto impatto economico della mobilitazione, ma una cosa è certa: la notte di San Silvestro gli Champs-Élysées saranno affollati, come ogni anno.

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