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Francia: niente miracolo di Natale, lo sciopero continua

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Francia: niente miracolo di Natale, lo sciopero continua
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In Francia il miracolo di Natale sui trasporti non ci sarà: al ventesimo giorno di sciopero, le sigle sindacali hanno deciso di non recedere e continuare la protesta. Come annunciato, solo il 40% dei treni TGV e TER è in circolazione e il 20% dei treni Intercités e Transilien, secondo la SNCF.

Per gli utenti della metropolitana di Parigi, non c'è stato alcun cambiamento con sei linee ancora completamente chiuse. Solo le due linee automatiche 1, 14 e l'Orlyval funzionano normalmente. Due autobus su tre sono in circolazione nella capitale.

Inoltre, la Società Nazionale delle Ferrovie Francesi (SNCF) avverte che nell' Ile-de-France diverse linee "chiuderanno presto a fine giornata" il martedì e riapriranno solo il mercoledì "nel primo pomeriggio". Comunicherà durante la giornata sul traffico di TGV e Ouigo durante il fine settimana del 28-29. "Non c'è motivo di fermarsi all'improvviso", ha detto Laurent Brun, segretario generale della CGT-Cheminots, a l'Humanité, proiettandosi già dopo Natale.

A partire da lunedì, sono stati organizzati "banchetti" di Natale, come alla stazione ferroviaria di Fleury-les-Aubrais (Loiret), dove alcuni dei circa 80 lavoratori ferroviari in sciopero si sono travestiti da Babbo Natale. L'iniziativa è stata replicata con un "pasto per i lavoratori", organizzato dalla SUD-Rail Gare de Lyon a Parigi. In attesa del clou, previsto sabato 28, con mobilitazioni su tutto il territorio.

Il confronto tra governo e parti sociali ripartirà dopo le feste prima della presentazione del progetto di legge al Consiglio dei ministri del 22 gennaio. Nel frattempo, la mobilitazione contro la riforma delle pensioni non accenna a rientrare: la riunificazione di 42 regimi speciali di pensioni in uno solo, per favorire la trasparenza, ha scoperchiato il vaso di Pandora, facendo convergere in un'unica protesta il disagio di un'ampia parte della società francese, già rivelato dalle manifestazioni dei gilet gialli. In più, nel braccio di ferro con i sindacati, Emmanuel Macron non è stato favorito dalle dimissioni forzate del suo ministro delle pensioni, Jean-Paul Delevoy, dopo le rivelazioni della stampa su alcuni redditi supplementari da lui percepiti all’Alta autorità per le trasparenza.

Lo sciopero contro la riforma delle pensioni ha già fatto perdere alla SNCF 400 milioni di euro di entrate, ha dichiarato martedì a Le Monde il suo manager Jean-Pierre Farandou.

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