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In Francia vacanze di Natale con scioperi

In Francia vacanze di Natale con scioperi
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Vacanze di Natale con gli scioperi. Così la Francia prosegue nelle proteste sindacali per la riforma delle pensioni. Proteste arrivate al 23esimo giorno consecutivo. In pratica il più grande sciopero del settore pubblico dal 1995.

Manifestazioni ogni giorno, tra marce e raduni in tutto il paese. Con disagi nei trasporti, a partire dal settore ferroviario, fino agli aeroporti e ai mezzi pubblici. E Parigi, con la folla di turisti per il capodanno, è quasi in tilt. Poche corse della metrò stracolme, taxi introvabili. Tutti in bici o a piedi. C’é chi, nonostante i problemi a spostarsi, è a favore delle proteste. Come una signora: “Vogliamo che le nostre voci siano ascoltate e, purtroppo, non c'è altro modo. Si andare a votare, ma non sarebbe abbastanza.” Per un altro parigino invece non si possono trovare compromessi per soddisfare tutti. Quindi questa situazione sta diventando insopportabile.”

Intanto questo periodo di forte turbolenza per la Francia, ha toccato anche i monumenti e musei più simbolici. Il Louvre ha annunciato la chiusura il 31 e il primo gennaio. Con buona pace per chi sta trascorrendo il Capodanno nella Ville Lumiere.

Intanto nonostante la resistenza, la riforma pensionistica francese va avanti. Il governo è determinato e i sindacati sono ora uniti più che mai. Senza un passo indietro dell'esecutivo, non ci sarà una cosiddetta tregua natalizia dello sciopero in corso, ha avvertito il sindacato dei ferrovieri CGT-Cheminots, l'indomani del discorso del Primo Ministro, Edouard Philippe, che ha svelato il contenuto della riforma, inimicandosi tutti i sindacati.

Sindacati uniti contro un nemico comune

La CFDT di Laurent Berger non vuole l'introduzione di "un'età di equilibrio" previdenziale a 64 anni e martedì prossimo scenderà quindi in strada insieme al sindacato radicale Force Ouvrière. Se la CFDT si oppone alla riforma nella sua forma attuale, lascia però la porta però aperta all'esecutivo.

La porta (semi) aperta dell'esecutivo?

A tutti i sindacati, il Primo Ministro ha inviato questo messaggio, mercoledì alla tv nazionale: "Se le parti sociali, sindacati e organizzazioni dei datori di lavoro, che credono nel sistema universale, si accordassero sul cammino che porterà all'equilibrio, sulla traiettoria e sugli strumenti, io ci sto, nessun problema, ascolterò le loro proposte. Ma non posso dire ai francesi: 'ci saranno nuovi diritti sociali, ce ne saranno di più e ci sarà di sicuro equilibrio o ci sarà probabilmente equilibrio, faremo in modo che ci sia equilibrio perché è importante, ma non vi dirò come faremo'. Questo non è possibile".

Il progetto di legge dev'essere pronto entro fine anno, presentato al Consiglio dei ministri il 22 gennaio e discusso in Parlamento a fine febbraio. Ma la partita non è ancora finita e la rabbia e la volontà dei francesi potrebbero forse rimescolare le carte in tavola.

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