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ATP Awards: premiati Nadal, Murray, Berrettini e Sinner

Jannik Sinner festeggia il Next Gen 2019, a Milano.
Jannik Sinner festeggia il Next Gen 2019, a Milano.   -   Diritti d'autore  Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved   -   Luca Bruno
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Matteo Berrettini e Jannik Sinner uomini-record per il tennis italiano, che ha vissuto una stagione d'oro: nella breve pausa stagionale, prima della ripresa in Australia (dal 3 gennaio la nuova ATP Cup, il torneo per nazioni destinato a rivaleggiare con una Davis abbastanza riformulata da perdere quantomeno il pubblico più tradizionalista), l'ATP ha premiato i migliori.

Quattro i premi per i quali hanno votato i giocatori professionisti, e sono andati a Nadal, Murray, Berrettini e Sinner. Inutile dire che due italiani su quattro sono una primizia assoluta.

Nadal, che con i suoi 33 anni è il più anziano della storia ad aver chiuso al numero 1 mondiale, si è aggiudicato la Stefan Edberg Sportmanship Award per il secondo anno consecutivo, il terzo in assoluto.

E se lui è per tutti i colleghi e non solo per il ranking ufficiale il numero uno dell'anno, il miglio rientro è quello di Andy Murray: l'ex numero uno mondiale era praticamente sparito a causa di un grave infortunio, è stato operato nel corso del mese di gennaio e già ai Queens si aggiudicava il torneo di doppio per poi tornare a vincere anche nel singolare, con l'Open d'Europa ad Anversa.

E poi i due talenti italiani: Matteo Berrettini, chiudendo la stagione al numero 8 mondiale, si è permesso il lusso di andare a giocare le Nitto Atp Finals.

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Che 2019 per Matteo Berrettini, qui alle ATP Finals di Londra.Copyright 2019 The Associated Press. All rights reservedAlberto Pezzali

I colleghi del circuito professionistico lo hanno premiato come giocatore dalla miglior crescita: era numero 54 all'inizio della stagione, ha guadagnato 46 posizioni fino all'ingresso nella top 10 (dove già c'era l'altro azzurro Fognini, la cui stagione è stata però altalenante) e poi su fino al n.8. 43 partite vinte, due finali perse sulla terra battuta a Budapest e al BMW Open, poi titolo sull'erba a Stoccarda, semifinali a Halle e sedicesimi a Wimbledon. E poi semifinale allo US Open, semi anche al Masters 1000 di Shangai e ancora a Vienna. Una galoppata riconosciuta dai colleghi dell'ATP.

Veniamo a Sinner, che nel 2018 era n.763 e ha poi chiuso il 2019 al n.78. Il più giovane della storia a finire l'anno tra i top 80, dopo Nadal, che compì la stessa impresa nel 2003, quando di anni ne aveva 17.

Sinner invece ne aveva appena compiuti 18, quando è entrato nei primi 80 mondiali.

Ha vinto il primo challenger a Bergamo e da lì non si è più fermato, fino alla vittoria alle Next Gen ATP Finals, torneo che l'anno prima aveva seguito da spettatore. In Aprile la sua prima partita giocata e vinta in un torneo del circuito Atp, all'Open d'Ungheria. Un mese dopo il debutto in un Masters 1000, a Roma: prima partita e prima vittoria, contro il ben più quotato Johnson. Nell'occasione Sinner dimostrò tutta la sua maturità, salvando un match point prima di ribaltare il corso dell'incontro.

Poi il suo torneo fini lì, ma si rifece subito ad Anversa, dove divenne il più giovane semifinalista Atp negli ultimi 5 anni, ed entrò nella top 100. È anche diventato il più giovane a vincere tre tornei challenger in una stagione, dopo... anche qui si torna al 2003, il record lo stabilì Richard Gasquet.

Sinner ha logicamente vinto il premio del "Newcomer of the Year": l'esordiente dell'anno.

Premiato un paio di giorni prima anche dalla Gazzetta dello Sport, il giovanissimo altoatesino ha confessato che prima non vinceva quasi mai: poi il challenger di Bergamo gli ha fatto capire che poteva giocarsela con tutti e con era il caso di farsi troppe remore.

E poi ha detto che l'anno prossimo vorrebbe ripetere la stagione appena conclusa: "ma a un livello più alto", ha precisato.

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Il 2019 di Nadal: Roland Garros, US Open e Coppa Davis!Copyright 2019 The Associated Press. All rights reservedManu Fernandez
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