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Quando vi dicono che le Ong incentivano le partenze dei migranti, sappiate che non è vero

Migranti salvati dalla SOS Mediterranee e Medici Senza Frontiere al largo della Libia lo scorso 10 agosto - REUTERS/Guglielmo Mangiapane
Migranti salvati dalla SOS Mediterranee e Medici Senza Frontiere al largo della Libia lo scorso 10 agosto - REUTERS/Guglielmo Mangiapane
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Se le indagini della magistratura hanno tutte fatto un buco nell'acqua, ora arriva anche il conforto dell'evidenza empirica: no, le navi delle Ong non incentivano le partenze dei migranti dalla Libia. A influire sono piuttosto l'attività della controversa guardia costiera libica, che addestriamo e supportiamo, oppure il bel tempo.

Non ci sono evidenze empiriche che la presenza delle Ong nel Mediterraneo centrale tra il 2014 e il 2019 sia un "pull factor" - come hanno sostenuto alcuni politici italiani tra cui l'attuale ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Lo rivela uno studio pubblicato dall'European University Institute a firma dei ricercatori Matteo Villa e Eugenio Cusumano. Dall'analisi, intitolata Sea Rescue NGOs: a Pull Factor of Irregular Migration?, emerge come le partenze dalla Libia non siano collegate alle attività di salvataggio in mare delle varie Open Arms.

Nonostante siano già state pubblicate diverse inchieste in merito, questo è il primo studio sistematico basato su dati che vanno dal 2014 a ottobre 2019.

Il nostro studio conferma che l'argomento del "fattore di attrazione" non è supportato da prove, bensì da credenze
Matteo Villa
Ispi

"Dovremmo passare da politiche basate sulla paura a politiche supportate da dati e fatti. I nostri risultati mostrano che c'è uno spazio importante che può essere riempito da politiche pragmatiche", afferma Matteo Villa, ricercatore di Ispi, uno degli autori.

Il recente summit de La Valletta tra Italia, Malta, Francia e Germania ha implicitamente rafforzato questa teoria secondo cui le attività di salvataggio delle Ong contribuiscano a incentivare le partenze, si legge nel documento.

Guardando ai numeri, però, emerge una realtà diversa.

Nel 2015, il numero totale delle partenze dalla Libia è leggermente diminuito rispetto al 2014 anche se i migranti salvati dalle Ong sono passati dallo 0,8 al 13% del totale; a partire dal luglio 2017, il numero di migranti in partenza dalla Libia è crollato nonostante quelle delle Ong siano state le imbarcazioni che hanno portato a termine più operazioni Search and Rescue (Sar).

"Questo suggerisce che l'accordo tra l'Italia e le milizie libiche raggiunto nel luglio 2017 ha avuto un impatto molto maggiore sulla riduzione delle partenze rispetto ai conseguenti tentativi di limitare le attività delle Ong".

Quanto spendiamo sulla Libia, esattamente

Nel 2019, anno in cui tutte le operazioni navali europee e italiane hanno smesso di effettuare direttamente salvataggi in mare e le Ngo sono rimaste le uniche a condurre operazioni Sar in mare - ad eccezione della cosiddetta Guardia Costiera libica - "non ci sono prove che suggeriscano che le partenze crescano quando le navi delle Ong si trovano in mare".

Le partenze giornaliere con le Ong in mare sono di meno rispetto a quando le Ong non ci sono. Il vero fattore decisivo sono le condizioni meteo. Cusumano/Villa, 2019

Alla fine del rapporto, i ricercatori suggeriscono alle autorità competenti di riprendere gradualmente le missioni di salvataggio come Mare Nostrum. "Una governance efficace, legale ed eticamente difendibile in tutto il Mediterraneo centrale dovrebbe combinare i tentativi di smantellare il traffico di esseri umani sulla terraferma con attività volte sia ad affrontare i fattori di spinta della migrazione, sia a migliorare le condizioni di vita dei migranti e l'accesso alla protezione sul territorio libico".

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